Inaugurata la nuova sede del New York Times di Renzo Piano | Edilone.it

Inaugurata la nuova sede del New York Times di Renzo Piano

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E’ stata ufficialmente inaugurata lo scorso 19 novembre la nuova sede del New York Times nel grattacielo progettato da Renzo Piano. Presenti tutte le grandi firme del giornale, da Thomas Friedman a Maureen Dowd, e i volti della politica newyorkese, dal governatore Eliot Spitzer al senatore dello Stato, Chuck Schumer.

Le facciate della struttura (composta da 52 piani) sono una particolare combinazione tra pareti schermate in vetro e una sorta di telaio di tubi in ceramica bianca. Quest’ultima, posta a circa 60 cm di distanza dalla parete, agisce come uno schermo solare ad alto rendimento, catturando e riflettendo, nello stesso tempo, i colori di New York. L’ingresso dell’edificio è molto ampio e trasparente. Al piano terra, la presenza un ampio giardino interno sarà visibile anche dalla strada. La stessa lobby, accoglierà un auditorium, ristoranti e negozi concepiti in continuità con le strade circostanti all’edificio stesso. La mobilità tra un piano e l’altro, sarà assicurata da 28 ascensori e dalle scale localizzate nel perimetro esterno dell’edificio e visibili dall’esterno.

L’edificio sarà una sorta di condominio tra la redazione della New York Times Company, accolta nei locali del 3°, 4° e 5° piano, la Forest City Ratner e la ING Real Estate. Vi troveranno impiego circa 2,500 persone.

All’indomani del battesimo ufficiale della nuova sede del giornale è proprio il critico di architettura del quotidiano americano, Nicolai Ouroussoff , ad esprimere giudizi non tutti favorevoli sul lavoro dell’architetto italiano. Nel commento pubblicato, il critico di architettura ha infatti stroncato le linee del grattacielo di Times Square, scrivendo che “non diventerà certo una delle vette più amate del famoso ‘skyline’ di New York”. “Nonostante tutte le buone intenzioni dell’architetto, la facciata appare piatta e senza vita. L’uniformità delle sbarre che l’attraversano le danno un’aria quasi minacciosa, resa ancora più intensa dal grigio della struttura portante che impedisce qualunque gioco di luci e ombre”. A questa dura critica, Ouroussoff ha accompagnato l’apprezzamento per il nesso tra le linee del grattacielo e l’essenza stessa del quotidiano che ospita. La trasparenza è la sua caratteristica principale della nuova sede, permette di vedere chiaramente il movimento al suo interno, che idealmente rappresenta il libero flusso di informazioni di cui il giornalismo ha bisogno come della linfa. Dalle linee diritte, ispirate alla metà del secolo scorso, sorge invece un senso di nostalgia che sembra rivolgersi ad un’epoca – quella del movimento dei diritti civili, della guerra in Vietnam e del Watergate – in cui il giornalismo americano era considerato all’apice, un esempio incontrastato di imparzialità e coraggio. “L’edificio rappresenta entrambi questi sentimenti: l’asserzione nostalgica dei più alti valori del New York Times, e nel contempo il futuro incerto che ha di fronte” conclude l’articolo.

La stroncatura, quindi, non è totale: i piani bassi del palazzo, quelli occupati dal quotidiano con un giardino pensile centrale sono visti come ben riusciti. “Se è vero che il palazzo è tutto salvo spettacolare nello skyline – scrive il critico – diventa vivo quando tocca il suolo. Tutte le migliori qualità di Piano vengono qui messe in evidenza: il suo raffinato senso delle proporzioni, l’amore per i dettagli strutturali, il grande senso di responsabilità civica”.

A beneficio del parere dei lettori, riportiamo alcune immagini disponibili del nuovo edificio.

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