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Imprese edili: continua ad aumentare la domanda di credito

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L’Associazione nazionale costruttori edili ha reso disponibile sul proprio portale, all’indirizzo www.ance.it, il primo numero del 2011 dell’Ance Credit Monitor, il rapporto che ha l’obiettivo di informare associazioni territoriali, organismi associativi regionali e imprese sull’andamento del credito a livello regionale e provinciale, oltre a fornire  un quadro sull’andamento a livello nazionale, in modo da consentire di paragonare il trend della propria provincia o regione a quello delle altre.

Si sottolinea, in particolare, il continuo aumento della domanda di credito da parte delle aziende del settore delle costruzioni. Il primo numero del 2011 è strutturato in due parti. Nella prima, è posta l’attenzione sulla domanda di credito da parte delle imprese di costruzioni, che, secondo i risultati dell’indagine Ance, svolta a settembre scorso presso le imprese associate, è aumentata per il 32% delle imprese nel periodo aprile-agosto 2010.

Oltre la metà del campione ha risposto che il cambiamento nella domanda di credito è da ricercare nelle variazioni delle esigenze produttive. Il 48% evidenzia una diversa capacità di autofinanziamento mentre il 15,6% dichiara di aver dovuto far ricorso ad una ristrutturazione del debito. Molte imprese hanno evidenziato che parte dell’aumento della domanda di credito è da ricondurre ai ritardati pagamenti della Pa che provocano forti tensioni finanziarie alle aziende.

Le aree che in questo momento sembrano più colpite sono il Sud e le Isole, regioni in cui oltre la metà degli imprenditori intervistati denuncia gravi problemi di accesso al credito. A livello dimensionale, invece, le imprese con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro sono quelle che stanno soffrendo di più.

Le modalità con cui le banche stanno continuando a effettuare questo razionamento privilegiano, in particolare, un allungamento dei tempi di istruttoria, l’aumento dello spread, una minore quota di finanziamento sull’importo totale dell’investimento.

Nella seconda parte del Monitor, invece, sono presentate le elaborazioni sui dati relativi ai flussi di nuovi finanziamenti erogati per investimenti in edilizia residenziale e non residenziale, e i mutui concessi per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie.

Nel primo semestre 2010 i dati di Banca d’Italia mostrano un rallentamento nella caduta dei finanziamenti alle imprese di costruzioni registrata nel 2009 e nel 2008. I finanziamenti per investimenti in edilizia abitativa sono arrivati nel 2009 ai livelli del 2005, e hanno segnato un -1,1% rispetto al primo semestre 2009.

L’analisi deve comunque tener conto che, in regioni come il Veneto e la Lombardia, i finanziamenti per investimenti in edilizia residenziale avevano registrato dei cali importanti nel primo semestre 2009 rispetto ai primi 6 mesi del 2008. Le regioni del Mezzogiorno, nel primo semestre 2010, hanno avuto risultati positivi, dopo un 2009 fortemente negativo. La Campania e il Lazio, dopo un primo trimestre 2010 in aumento, hanno subito una battuta d’arresto nel periodo aprile-giugno di quest’anno (a Roma i mutui erogati per investimenti in edilizia residenziale sono calati del 13%). Riduzioni di particolare rilievo continuano a manifestarsi in Toscana (-11,5%), nel Friuli Venezia Giulia (-13,2%), in Molise (-20,4%), in Umbria (-24,5%) e nelle Marche (-51,2%).

I mutui per investimenti in edilizia non residenziale hanno raggiunto il livello del 2004 e rimangono ancora negativi (-6,9%) rispetto al primo semestre 2009. La caduta è riconducibile al calo registrato in 8 regioni italiane, tra cui il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia, che rappresentano da sole oltre il 30% dei mutui erogati in Italia.

Particolarmente pesante il calo registrato in Lombardia (-31,7%) dove, nel primo semestre 2010, sono stati erogati 1.600 milioni di euro per investimenti in edilizia non residenziale, 750 milioni circa in meno rispetto al periodo gennaio-giugno 2009.

Per quanto riguarda, invece, i mutui per acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, dopo un 2009 che si è chiuso con un calo importante (-10%), il primo semestre 2010 sembra mostrare i primi segnali di ripresa, con  un +21,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La ripartizione territoriale evidenzia che tutte le regioni, per la prima volta dall’inizio della crisi, registrano dati positivi.

Anche la Lombardia, dopo un primo trimestre 2010 negativo, presenta una variazione positiva del 13,6%, grazie all’incremento dei mutui registrato nella provincia di Milano, pari al 45%.

Anche in questo caso, bisogna tener conto del fatto che il livello di mutui erogati nel 2009 ha raggiunto quelli del 2004, con una drastica riduzione rispetto alle somme finanziate nel 2006 e nel 2007. Inoltre, parte dell’aumento è dovuto alle operazioni di ricontrattazione da parte delle famiglie di mutui già in essere: secondo le stime di Mutuionline la quota di mercato di mutui ricontrattati è pari al 34%.

di O.O.

Il credito nelle costruzioni in Italia

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