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Turbine eoliche da 20MW: la chiave per lo sviluppo dell'offshore

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Lo afferma la ricerca UpWind condotta dall’European Wind Energy Association (Ewea)

Al tradizionale incontro annuale, che si è svolto il 15 marzo scorso a Bruxelles, l’European wind energy association (Ewea) ha presentato i risultati della ricerca dal titolo UpWind project. L’obiettivo? Esplorare la fattibilità di turbine eoliche per impianti fuori costa della potenza di 20 MW.

Nello studio si sono esplorati i limiti di progettazione di queste “super turbine”, arrivando alla conclusione che sono fattibili. Per arrivare alla costruzione di nuovi rotori che abbiano una potenza di 20 MW si dovrà necessariamente passare a un diametro delle pale di 200 metri, contro i 120 degli attuali rotori da 5 MW.

Turbine di questo tipo, afferma l’Ewea, potrebbero essere una soluzione per l’espansione in Europa dell’energia eolica offshore, fornendo una quantità maggiore di energia elettrica a costi inferiori rispetto alle turbine attuali.

Ewea prevede che l’energia eolica soddisferà dal 26 al 34 per cento della potenza elettrica richiesta in Europa entro il 2030, con una quantità equivalente di elettricità proveniente da turbine offshore e onshore.

Le turbine da 20MW potrebbe quindi rappresentare un modo conveniente per raggiungere questi livelli di produzione. Tuttavia, secondo il rapporto UpWind, esse richiedono un nuovo design.

“UpWind ha rilevato che produrre una turbina da 20 MW non è semplice come aumentare la potenza  di quelle da 5 MW – ha sottolineato Jos Beurskens dell’Energy Research Centre (ECN) dei Paesi Bassi, che ha guidato il progetto -. Abbiamo tuttavia identificato le principali innovazioni necessarie nel campo della progettazione, dei materiali e della gestione della turbina”.

Tra le principali trasformazioni, UpWind suggerisce di ridurre i carichi di fatica sulle lame per ottenere pale più lunghe e più leggere, attraverso l’impiego di materiali più flessibili e sistemi di comando per ogni singola turbina. È necessario, inoltre, che la pala eolica del futuro sia in grado di adattare la sua posizione e il passo della sua lama a condizioni locali del vento.

Anche se la ricerca deve lavorare ancora molto, Beurskens crede che potremmo vedere le turbine da 20 MW in esercizio entro il 2020. Tuttavia esse rischiano di rimanere sulla carta se non dovessero arrivare i finanziamenti dell’Unione europea.

“I risultati di UpWind consentono al settore di far progredire in modo significativo le conoscenze su come sviluppare turbine più grandi ed economiche, importante soprattutto per l’espansione di impianti offshore – ha detto Christian Kjaer, direttore generale dell’Ewea -. Tuttavia questa conoscenza non potrà mai diventare una realtà se l’Ue non si impegna concretamente per la ricerca sull’energia eolica”. Intanto,l’industria si è impegnata a finanziare una quota di 6 miliardi di euro a sostegno dell’European Wind Initiative.

di O.O.

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