Sardegna: via libera alla centrale termica integrata a Ottana | Edilone.it

Sardegna: via libera alla centrale termica integrata a Ottana

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La Giunta regionale ha approvato i criteri definitivi per realizzare nell’area industriale di Ottana una Centrale termica integrata, capace di trattare 200 mila tonnellate di materiale secco residuo e non riciclabile per la produzione di 40 MW. 160 milioni di euro sarà il costo che dovrà essere sostenuto dagli imprenditori privati che però potranno contare su una concessione anche superiore ai 30 anni.

CAGLIARI – Una centrale termica integrata da 40 mega watt elettrici e un investimento da 160 milioni di euro. Nascerà a Ottana la prima centrale termica alimentata con biomasse vegetali e con la combustione della frazione secca proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti del centro nord della Sardegna.
La Giunta regionale, accogliendo la proposta dell’assessore all’Ambiente, Tonino Dessì ha deliberato di approvare i criteri definitivi per la redazione dell’avviso di finanza del progetto e di dare mandato al servizio competente dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente di procedere con la pubblicazione dell’avviso pubblico di project financing. L’impianto dovrebbe costare 160 milioni di euro a totale carico dell’aggiudicatario privato oltre agli oneri derivanti dalla realizzazione delle opere di rete (impiantistica, stradale, elettriche) necessarie per assicurare la funzionalità dell’intervento stesso. Il corrispettivo per la realizzazione di tale opera è connesso esclusivamente alla gestione economica dell’opera stessa. La concessione potrà avere una durata anche superiore a 30 anni, in base a insindacabile valutazione dell’Amministrazione.
Secondo il Rapporto di gestione dei rifiuti urbani 2004, redatto dall’Osservatorio regionale dei rifiuti, le 200.000 tonnellate di secco residuo non riciclabile necessarie per far funzionare a pieno regime l’impianto, vengono prodotte dalle province di Oristano, Ogliastra, Nuoro, Sassari e Olbia–Tempio, se si considera una raccolta differenziata che riduca del 50% il totale dei rifiuti prodotti. Inoltre, il Piano energetico ambientale regionale prevede la realizzazione nell’area di Ottana di una centrale termoelettrica alimentata a biomasse, di cui almeno il 40% da colture no food, tutte di provenienza regionale. Dovrà anche essere contemplata l’ipotesi di un servizio continuo di produzione di vapore tecnologico, a favore degli impianti industriali del sito, dotando la CTI di una caldaia dedicata ad olio combustibile Btz che fungerà da riserva calda, e per l’eventuale erogazione di altre utilities (aria compressa, ossigeno, azoto, acqua industriale, acqua demineralizzata) erogate dalla centrale esistente. Oltre agli evidenti vantaggi per la gestione dei rifiuti, la nuova centrale garantirà, alle realtà industriali presenti nell’area, una stabilità a lungo termine per le forniture di energia e utilities, con benefici per l’occupazione. Inoltre, l’utilizzo di biomasse derivate da colture no food e forestali rappresenta una occasione per il comparto agricolo grazie anche alla possibile attivazione di filiere verticali, finalizzate alle produzioni energetiche (biodiesel, oli combustibili di origine vegetale, bioetanolo, ect).
L’estratto dell’avviso è stato pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e sui quotidiani nazionali, mentre il bando integrale è stato pubblicato il 30 aprile sul sito internet della regione all’indirizzo http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=16825&v=2&c=9&t=1 e successivamente sul Buras.

Fonte: Sardegna Oggi

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