Otto Stati membri, fra cui l’Italia, non hanno ancora adottato la legislazione comunitaria concernente la promozione dell’energia elettrica rinnovabile | Edilone.it

Otto Stati membri, fra cui l’Italia, non hanno ancora adottato la legislazione comunitaria concernente la promozione dell’energia elettrica rinnovabile

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Malgrado l’obbligo vigente di adottare le misure necessarie per recepire la legislazione comunitaria sull’elettricità rinnovabile nel diritto nazionale prima dell’ottobre 2003, la Commissione europea ha dovuto avviare oggi un procedimento legale contro otto paesi che non hanno rispettato questa scadenza. Un maggior ricorso all’energia rinnovabile rientra tra le principali priorità del Libro verde della Commissione, di recente pubblicazione, sulla strategia europea per un’energia sostenibile, competitiva e sicura.

“L’Europa dovrebbe sfruttare pienamente le potenzialità offerte dalle fonti energetiche rinnovabili e potrà farlo solo con l’impegno a lungo termine a sviluppare e installare l’energia rinnovabile e il coinvolgimento attivo di tutti gli Stati membri nella promozione dell’utilizzazione delle energie verdi” ha affermato il Commissario Andris Piebgals, responsabile dell’energia.
Tra gli Stati membri che non hanno ancora recepito la legislazione comunitaria concernente la promozione dell’energia elettrica rinnovabile in Europa, quattro (Italia, Polonia, Repubblica ceca e Regno Unito) non hanno riferito alla Commissione circa i progressi ottenuti nell’uso dell’energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili mentre cinque (Italia, Lettonia, Cipro, Grecia e Irlanda) hanno adottato misure insufficienti per promuovere adeguatamente le energie rinnovabili. La legislazione in materia di energia rinnovabile [Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità (GU L 283 del 27.10.2001, pag. 33)] prevede l’obbligo per gli Stati membri di mettere in vigore disposizioni legislative, regolamentari e amministrative – equo accesso alla rete e garanzie d’origine – per promuovere l’uso dell’energia elettrica rinnovabile.
La Commissione ha dunque avviato la prima fase della procedura di infrazione con una lettera di costituzione in mora. Gli Stati membri interessati hanno due mesi di tempo per presentare le loro osservazioni alla Commissione che, a quel punto, può decidere di avviare la seconda fase del procedimento trasmettendo loro un parere motivato sulla base di tali osservazioni; l’ultimo passo sarebbe il deferimento dei paesi in questione alla Corte di giustizia europea.
L’obiettivo della direttiva è promuovere l’uso dell’elettricità da fonti energetiche rinnovabili. La direttiva fissa come obiettivo una quota del 21% di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul consumo totale di elettricità dell’Unione europea entro il 2010 – tale percentuale attualmente è pari al 14%.  Gli Stati membri  sono tenuti a stabilire obiettivi nazionali ed adottare le misure adeguate per conseguire l’obiettivo stabilito a livello europeo.

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