Oleodotti europei e forniture di petrolio russo | Edilone.it

Oleodotti europei e forniture di petrolio russo

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I rifornimenti ai consumatori mitteleuropei non verranno interrotti. I mercati europei dovrebbero essere in grado di fronteggiare le difficoltà causate dall’interruzione delle esportazioni russe di petrolio via Bielorussia, verificatasi tra il 7 e 8 gennaio 2007. Lo ha dichiarato, in una nota dell’8 gennaio 2007, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (vedi sito ufficiale http://www.iea.org/), ovvero l’organizzazione autonoma costituita nel 1974 nell’ambito dell’OCSE tra gli Stati Uniti ed i Paesi grandi consumatori di petrolio per contribuire a far fronte al forte aumento del prezzo del greggio, con sede a Parigi e 23 paesi membri, tra cui l’Italia.

La Russia ha accusato la Bielorussia di aver sottratto petrolio dal suo principale oleodotto (il Druzbha, uno dei più grandi del mondo, pompa petrolio verso l’Europa centrale) e ha tagliato le esportazioni di greggio ai paesi vicini interrompendo i rifornimenti alla Polonia e alla Germania e minacciando un più ampio blocco per l’Europa centrale. Il fatto, tuttavia, non avrebbe un impatto immediato per le raffinerie dei paesi coinvolti — secondo l’Aie — poiché tutti possono attingere a riserve di diversi giorni. “Se l’interruzione del rifornimento dall’oleodotto Druzhba, dovesse essere prolungata — ha spiegato l’Aiea — ogni raffineria potrebbe attingere da altre vie e alcune stanno già organizzando rifornimenti alternativi, sia attraverso i porti del mar Baltico sia attraverso gli oleodotti provenienti da altre fonti”.

I paesi membri dell’Agenzia colpiti, come Germania, Ungheria e Repubblica Ceca, e quelli aspiranti ad entrare a far parte dell’Aie, come Polonia e Slovacchia, hanno comunque riserve strategiche per fronteggiare l’emergenza. “Ma i rapporti dai differenti paesi e dalle compagnie — ha avvertito l’Aie — indicano al momento che il mercato è piuttosto capace di fronteggiare questa situazione”.

Nella citata nota, l’Agenzia chiede una veloce e chiara risoluzione della disputa che vede come controparti la società monopolista russa che gestisce l’oleodotto – Transneft – e la Bielorussia.
La russa Transneft accusa la Bielorussia di rubare petrolio dall’oleodotto Druzhba e ha detto che farà del suo meglio per reindirizzare le forniture ai suoi clienti europei; la Bielorussia dal canto suo ha negato di aver deciso l’interruzione di forniture, attribuendone la responsabilità a Mosca. Il ministero degli esteri bielorusso ha dichiarato in una nota che la pressione nell’oleodotto è stata ridotta all’inizio delle condutture e questo non dipende dalla parte bielorussa. Risale solo a qualche settimana fa la promessa degli ex stati sovietici di metter da parte la loro controversia e di continuare a inviare petrolio al resto d’Europa, le cui raffinerie dipendono in modo consistente dalle forniture russe per produrre combustibile per riscaldamento ed altri derivati.

Anche la Commissione Europea ha chiesto a Russia e Bielorussia i motivi dell’interruzione delle forniture.
L’Ue ha del resto già preso una posizione di stimolo verso la ricerca di un’autonomia energetica dei suoi paesi membri dalle forniture di combustibile russo. Le indicazioni di una politica energetica in tal senso orientata, sono contenute nella relazione di Eluned MORGAN (PSE, UK) del novembre 2006, in cui il Parlamento vede con favore il Libro Verde della Commissione su una Strategia europea per un’energia sostenibile, competitiva e sicura, ma insiste sull’importanza di sviluppare una politica energetica europea che permetta di garantire approvvigionamenti a prezzo accessibile – per quanto possibile da fonti a basso tenore di carbonio, nel breve termine e senza carbonio nel medio termine – e da risorse autonome, rispettando i meccanismi di mercato, proteggendo l’ambiente, combattendo i mutamenti climatici e promuovendo l’efficienza energetica.

Nello stesso documento, il Parlamento europeo, oltre a chiedere di ridurre l’uso del petrolio, sviluppare il mercato interno dell’energia, garantire gli approvvigionamenti con una rete efficiente e perseguire gli Stati che proteggono indebitamente i grandi ex-monopolisti, richiama la Commissione a non concentrarsi esclusivamente su una cooperazione più stretta con la Russia, e la sollecita a non sottovalutare in alcun modo il pericolo di un deficit di forniture di gas dalla Russia dopo il 2010 (causato dagli scarsi investimenti, dalle eccessive dispersioni di gas e dai troppi sprechi energetici che caratterizzano il mercato interno russo). Il Parlamento invita, infine, l’UE a adoperarsi per includere nelle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio disposizioni che disciplinino il commercio energetico, permettendo a tale organizzazione di diventare un mediatore internazionale, in grado di risolvere controversie in materia di fornitura e di distribuzione dell’energia.

La nota originale dell’AIE è consulatabile sul sito ufficiale:
http://www.iea.org/

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