Maremma: indicazioni per garantire Emissioni zero | Edilone.it

Maremma: indicazioni per garantire Emissioni zero

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La Maremma Toscana potrebbe divenire un laboratorio privilegiato ed il principale distretto energetico italiano per la generazione da fonti rinnovabili e per l’efficienza eco-energetica. Ciò a seguito dell’iniziativa degli esperti del Centro Nazionale per la Promozione delle Fonti di Energia Rinnovabili di Rispescia (GR), autori di un vademecum stilato in dieci punti per delineare il percorso che consentirebbe in breve tempo alla Maremma la sperimentazione su larga scala di impianti per la produzione di energia termo – elettrica senza l’impiego di combustibili fossili, contribuendo significativamente alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e quindi al surriscaldamento del pianeta.
Il Centro Nazionale per la Promozione delle Fonti di Energia Rinnovabili è nato dall’Associazione Legambiente, con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento per la promozione, diffusione e sviluppo delle fonti di energia pulite e sostenibili. Funge altresì quale sportello di informazione per i cittadini e le imprese sulle opportunità concrete di sviluppo e utilizzo delle fonti rinnovabili nel territorio, ma è al contempo uno strumento di comunicazione, formazione e organizzazione di iniziative pubbliche di livello nazionale, con sede a Rispescia, in provincia di Grosseto.

La sperimentazione in oggetto si colloca nel quadro della ricerca di una via d’uscita ai problemi connessi ai cambiamenti climatici e di approvvigionamento energetico. La pubblicazione del rapporto della Commissione Europea del 10 genaio 2007 sugli effetti dei cambiamenti climatici a livello globale dovuti alle emissioni di gas serra in atmosfera (vedi articolo EdilOne), a seguito del processo industriale degli ultimi 50 anni, costituisce l’ennesimo avviso e richiamo ai paesi membri, sulle gravissimi conseguenze che l’attuale modello di sviluppo economico comporterà nei prossimi anni. Anche le recenti tensioni tra i Paesi ex sovietici in materia di approvvigionamento di gas metano, rammentano l’urgenza di una nuova strategia da seguire per il settore energetico.

Tra le indicazioni contenute nel documento, appaiono come prioritari i provvedimenti da adottare in capo all’amministrazione comunale e provinciale. Si chiede che le 28 Amministrazioni Comunali del territorio provinciale modifichino e/o integrino il proprio Regolamento Edilizio con norme che impongano, per la costruzione di nuovi edifici e per la ristrutturazione di quelli già esistenti, l’adozione di parametri di ecoefficenza energetica come stabilito dalla Direttiva 2002/91/CE; promuovano altresì specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza. Per entrambe le amministrazioni viene suggerito di dotare i propri immobili di interventi per l’eco-efficienza energetica (isolamento termico, risparmio energetico, ecc.) e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (come il solare termico ed il fotovoltaico).

Il contenuto per esteso dei dieci punti in cui si articola il vademecum stilato dagli esperti del Centro Nazionale per la Promozione delle Fonti di Energia Rinnovabili di Rispescia (GR), viene qui di seguito riportato:

1. Le 28 Amministrazioni Comunali del territorio provinciale:
– modifichino e/o integrino il proprio Regolamento Edilizio con norme che impongano, per la costruzione di nuovi edifici e per la ristrutturazione di quelli già esistenti, l’adozione di parametri di ecoefficenza energetica come stabilito dalla Direttiva 2002/91/CE.
– promuovino specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, anche attraverso la costituzione di sportelli informativi ad hoc, sulle opportunità e sulle procedure in materia di eco efficienza energetica e fonti rinnovabili.
– dotino i propri immobili di interventi per l’eco-efficienza energetica (isolamento termico, risparmio energetico, ecc.) e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (come il solare termico ed il fotovoltaico).

2. l’Amministrazione Provinciale:
– si doti di un Piano Energetico Provinciale che abbia come priorità il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di gas serra secondo gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
– doti i propri immobili (scuole, uffici, impianti sportivi, ecc) di interventi per l’eco-efficienza energetica (isolamento termico, risparmio energetico, ecc.) e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (come il solare termico ed il fotovoltaico).
– promuova e finanzi (tramite il FSE) specifici corsi di formazione per installatori e progettisti di impianti per le fonti rinnovabili, in modo da fornire tecnici specializzati alle imprese locali e contribuire alla crescita di un comparto altamente competitivo.

3. la Regione Toscana:
– individui nella Maremma l’area privilegiata per adottare una strategia significativamente rilevante a livello impiantistico e tecnologico per una generazione distribuita sul territorio da fonti rinnovabili attraverso specifici contributi.
– si doti di una politica fiscale che agevoli i Comuni, le aziende e le famiglie virtuose in campo energetico.

4. Si individuino le aree idonee ed ambientalmente compatibili per la realizzazione di alcuni parchi eolici per la produzione su larga scala di energia elettrica dal vento e che le comunità locali siano soggetti attivi nella progettazione, reralizazzione e gestione di tali impianti.

5. Si promuova la diffusione del minieolico attraverso la installazione di torri eoliche di ridotte dimensioni e poco impattanti, richiamando alla memoria le mitiche “pale Vivarelli” per l’adduzione idrica che hanno caratterizzato lo sviluppo agricolo (e paesaggistico) della Maremma.

6. Si utilizzino in maniera razionale e ponderata le fonti geotermiche (Colline Metallifere, Monte Amiata, ecc.), sia per la produzione di energia elettrica sia per il teleriscaldamento, mettendo da una parte in sicurezza gli impianti obsoleti ed impattanti (anche dal punto di vista epidemiologico) e dall’altra promuovendo un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nella gestione di tale risorsa.

7. Si promuovano, attraverso incentivi e fiscalità agevolate, le Aziende Agroenergetiche che sviluppino la produzione di energia sia tramite piccoli impianti a biomasse (non ha senso ipotizzare faraoniche produzioni che non si alimentino con le risorse locali) sia tramite l’utilizzo delle altre fonti rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, mini eolico, biocarburanti, ecc).

8. Si diffonda e si utilizzi in modo significativo la grande opportunità offerta dal credito cooperativo per finanziare in modo agevolato la realizazzione di impianti da fonti rinnovabili ed interventi per l’efficienza energetica, garantendo al beneficiario, in molti casi, di ripagarsi l’investimento iniziale con il risparmio ottenuto in bolletta.

9. Le Imprese locali per prime individuino in questo settore le opportunità per lo sviluppo economico, l’occupazione ed il rispetto dell’ambiente e quindi adottino tutti gli strumenti per porsi come aziende leader sul territorio.

10. Si promuova attraverso incentivi economici e fiscalità agevolata l’installazione di impianti fotovoltaici sia sui tetti delle civili abitazioni che dei capannoni di tutte le aree produttive della provincia (zone artigianali ed industriali) al fine di ottenere una produzione significativa da tale fonte.

Per approfondimenti sull’attività del Centro Nazionale per la Promozione delle Fonti di Energia Rinnovabili, consultare il sito:
http://www.fonti-rinnovabili.it

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