La contabilizzazione del calore | Edilone.it

La contabilizzazione del calore

wpid-20025_contabilizzazionedelcalore.jpg
image_pdf

Prima in Piemonte e poi, più di recente, in Lombardia, la termoregolazione  e contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati esistenti è obbligo di legge. La norma UNI 10200 sulla ripartizione delle spese di riscaldamento è stata di recente aggiornata ed è attualmente in inchiesta pubblica Uni. La norma tratta la contabilizzazione in tutte le sue forme, diretta ed indiretta. In questa sede si tratta, in particolare, la contabilizzazione indiretta (costituita dai cosiddetti ripartitori), ossia quella che si utilizza sulla maggior parte degli edifici esistenti, perché di pressante attualità in conseguenza dei suddetti obblighi di legge.

Perché la regolazione e contabilizzazione del calore?

La regolazione del calore è il primo intervento da realizzare per predisporre l’edificio a ricevere ulteriori interventi di risparmio energetico. Regolazione e contabilizzazione (binomio funzionalmente inscindibile) conferiscono ad ogni utenza (appartamento):

1.  autonomia gestionale

In altri termini, tutti i vantaggi dell’impianto autonomo, senza i suoi problemi;

2.  migliore benessere

La possibilità di adattare la temperatura di ogni ambiente alle esigenze dell’utente qualunque sia la situazione climatica (sole, nebbia, vento, ecc.) e di abitudini (riposo, movimento, ecc.) conferisce all’abitazione caratteristiche di benessere particolarmente gradevoli;

3.  eliminazione di eventuali sbilanciamenti

Le temperature desiderate sono garantite anche negli impianti di riscaldamento notevolmente sbilanciati. La corretta progettazione dell’impianto di regolazione annulla i difetti di progettazione degli impianti di riscaldamento e le eventuali manomissioni degli organi di bilanciamento (detentori);

4.  un consistente risparmio energetico, tanto che si ripagano in pochissimi anni

In linea teorica il risparmio energetico non è garantito perché l’autonomia consente di mantenere nel proprio alloggio anche una temperatura superiore a 20 °C. Di fatto, l’esperienza dimostra che la termoregolazione e contabilizzazione del calore comportano un risparmio che si attesta intorno al 20/25%, dovuto in parte al miglioramento del rendimento di regolazione ed in parte ad un uso più attento dell’impianto. Anche chi imposta una temperatura di netto benessere nei locali di soggiorno, di solito mantiene una temperatura meno elevata nelle camere da letto.

La contabilizzazione diretta

La contabilizzazione diretta è particolarmente adatta per i nuovi impianti a distribuzione orizzontale.

Gli impianti a distribuzione orizzontale sono caratterizzati normalmente da un unico punto di consegna del fluido termovettore ad ogni unità immobiliare. La contabilizzazione del calore può quindi essere agevolmente realizzata inserendo un contatore di calore opportunamente dimensionato su questa tubazione di adduzione (fi g. n. 1). 

Fig. n. 1: Struttura di un impianto a distribuzione orizzontale ed esempio di contatore di calore (contabilizzazione diretta)

La contabilizzazione indiretta

La contabilizzazione indiretta è particolarmente adatta per gli impianti a colonne esistenti.

Gli edifici esistenti, ed in particolare quelli costruiti prima degli anni 80, sono molto spesso dotati di impianti di riscaldamento a colonne montanti. I corpi scaldanti sono quindi alimentati da montanti diversi. Per la contabilizzazione diretta sarebbe richiesto un contatore di calore per ogni corpo scaldante, con costi assolutamente eccessivi. In questi impianti è utile ricorrere alla contabilizzazione indiretta, mediante dispositivi detti “ripartitori”. Si chiama “contabilizzazione indiretta” perché misura indirettamente l’energia emessa dai corpi scaldanti, rilevando i loro parametri caratteristici di funzionamento (fi g. n. 2).

La regolazione degli impianti esistenti

Gli impianti centralizzati esistenti sono normalmente regolati attraverso la cosiddetta “regolazione climatica centrale”.

Questo sistema è impropriamente chiamato di “regolazione”; andrebbe invece, più propriamente definito “di compensazione climatica” perché il sistema non è in grado di verificare la grandezza controllata. Esso produce un’azione di controllo, ma non può verificarne gli effetti. La sua azione è di predisporre una temperatura del fluido termovettore correlata con la temperatura esterna; il controllo della temperatura degli ambienti abitati è quindi molto approssimativo, non potendo tenere conto degli apporti solari (che possono esserci o meno) e degli apporti interni (di entità variabile nelle diverse unità immobiliari). L’utente non può in alcun modo regolare le condizioni di temperatura, se non di limitarla quando eccessiva, con l’apertura delle finestre. In teoria potrebbe azionare le valvole manuali, ma normalmente non lo fa, o perché sono bloccate, o perché teme che poi possano perdere o perché teme che limitando il prelievo di calore poi possa essere al freddo. 

Fig. n. 2: Struttura di un impianto a colonne a distribuzione verticale ed esempio di ripartitore (contabilizzazione indiretta)

La regolazione per singolo ambiente

Senza escludere la possibilità di usare valvole elettriche modulanti (meglio utilizzabili nei nuovi impianti) (fi g. n. 3) il modo più pratico ed economico per regolare la temperatura di ogni singolo ambiente negli impianti centralizzati esistenti è la valvola termostatica autoazionata (fig. n. 4).

La valvola termostatica è un dispositivo che misura la temperatura ambiente, la confronta con il valore impostato e regola la portata del fluido termovettore nel corpo scaldante in modo da mantenere il valore impostato anche al variare del carico termico del locale a causa di apporti interni o solari.

Progettazione dell’impianto di termoregolazione

Poichè l’impianto di termoregolazione è parte integrante dell’impianto di riscaldamento, la progettazione degli impianti di termoregolazione e contabilizzazione del calore è obbligatoria ai sensi della Legge 10/91 e deve essere sottoscritta da un tecnico abilitato alla progettazione degli impianti.

Il corretto funzionamento di un impianto di regolazione termostatica è subordinato alla sua corretta progettazione.

Il progettista, mediante la scelta di appropriati parametri e l’uso di programmi specifici (per esempio “EC610 Contabilizzazione e ripartizione spese” di Edilclima), è in grado di determinare:

1. la precisione della regolazione, detta anche “autorità”, ossia la banda proporzionale entro la quale si esplica l’azione di regolazione;

2. la capacità di eliminare gli sbilanciamenti dell’impianto (errori di dimensionamento o dovuti a manomissioni);

3. la temperatura di ritorno, particolarmente importante in presenza di generatori a condensazione;

4. la maggiore o minore sensibilità al comportamento degli altri utenti, attraverso la preregolazione.

Clicca qui per leggere tutto l’articolo e scaricare il n.42 di Progetto 2000

Copyright © - Riproduzione riservata
La contabilizzazione del calore Edilone.it