Impianti domestici sicuri? Date anche il vostro parere sul dossier UNI | Edilone.it

Impianti domestici sicuri? Date anche il vostro parere sul dossier UNI

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UNI ha da poco realizzato un dossier relativo alla sicurezza degli impianti domestici che raccoglie le opinioni dei rappresentanti delle varie parti interessate, con l’intento di uscire dal tradizionale ambito tecnico.

La pubblicazione del dossier (qui riportato in allegato) è stata stimolata dalle crescenti e drammatiche emergenze riguardanti la sicurezza domestica, ed espressamente dedicata al tema della sicurezza degli impianti di casa -sia alimentati a gas che elettrici – ma anche degli impianti centralizzati.

Con questo dossier UNI ha cercato di raccogliere le opinioni del più ampio spettro possibile di rappresentanti delle parti interessate, uscendo dal tradizionale ambito tecnico per confrontare le opinioni del sistema socio-economico. UNI ha contattato i rappresentanti delle seguenti categorie: consumatori, proprietari di immobili, amministratori immobiliari, progettisti, installatori, produttori di apparecchi, fornitori di gas/energia, controllori e istituzioni pubbliche.

L’Ente nazionale di unificazione ha cercato di rispondere – con l’aiuto di testimoni di grande valore, ad alcune domande per fare un po’ di chiarezza sulla situazione e identificare delle azioni da intraprendere:

  • quale è la reale situazione della sicurezza degli impianti (domestici e centralizzati)?
  • quali i motivi e le responsabilità che hanno portato a questa situazione?
  • quali azioni sono necessarie?

I problemi e le motivazioni individuati con il più ampio consenso di chi ha partecipato all’indagine riguardano la scarsa sensibilità del consumatore alla manutenzione degli impianti, il ricorso -ancora troppo diffuso- al “fai da te”, la presenza sul mercato di operatori non sufficientemente qualificati e/o non aggiornati, un indiscusso problema economico nel garantire la manutenzione, la messa a norma e l’eventuale sostituzione degli impianti/apparecchi pericolosi. Il tutto fortemente condizionato da carenze legislative (il passaggio dalla legge 46/1990 al decreto ministeriale 37/2008 non è affatto stato “indolore”) che non hanno sanato l’annoso -e fondamentale- problema dei controlli.

Tra le azioni ritenute più adatte a ridurre il problema vi è un crescendo di proposte che parte dall’aggiornamento professionale continuo e dalla qualificazione degli operatori, si rivolge poi al consumatore/utilizzatore con analoghe azioni di informazione e sensibilizzazione alla sicurezza (anche per combattere quel “fatalismo ottimistico” che porta a considerare sicuro qualsiasi apparecchio che funziona”…),  coinvolge quindi le istituzioni con auspicate azioni di incentivo economico alla sostituzione degli apparecchi ma anche con azioni forti nei confronti di chi potrebbe causare volontariamente incidenti da gas (misure anti-manomissione e in casi estremi la conversione forzata degli impianti verso l’alimentazione elettrica).

La discussione non è chiusa: questo è un primo punto che UNI vorrebbe potesse arricchirsi con il parere di chi vorrà leggere il dossier e comunicando all’Ente le proprie opinioni in merito.

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