Il Quinto Conto Energia bocciato dall’Europa

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Dal meccanismo dei registri obbligatori al taglio drastico delle tariffe incentivanti: i nodi evidenziati dall’Unione europea sono gli stessi già sottolineati da associazioni e imprese del settore, inclusa l’assenza di misure per le rinnovabili termiche e per l’efficienza energetica.

Sono queste le criticità del Quinto Conto Energia e del Decreto sulle Rinnovabili Elettriche sottoposte al Governo Monti dal commissario Ue all’Energia, Guenter Oettinger.

L’introduzione dell’iscrizione obbligatoria al Registro degli impianti incentivabili rischia, secondo l’Unione europea, di rendere troppo complicata la burocrazia, aumentando i costi gestionali e ostacolando l’accesso agli incentivi.

“La forte riduzione delle tariffe incentivanti – si legge nella lettera al Governo italiano -, insieme alle procedure amministrative che si applicano agli incentivi, renderanno molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento”.

L’Ue chiede, quindi, come le stesse imprese del settore, maggiore gradualità nei tagli, provvedimenti dedicati al settore del riscaldamento e del raffrescamento e, infine, chiarezza sulla continuazione del sistema di sostegno ai progetti di efficienza energetica e la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema di Certificati bianchi.

O.O.

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