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Gli impianti mini e micro-eolici

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Rientrano nella definizione di impianti micro-eolici tutti i sistemi in grado di trasformare l’energia cinetica generata dal vento in energia elettrica o meccanica, fino ad una potenza massima di 5 kW, mentre si definiscono mini-eolici quelli che permettono di produrre fino a 20 kW, anche se la normativa in vigore permette di considerare tali anche impianti con potenze fino a 200 kW. L’elemento caratterizzante di un impianto eolico è l’aerogeneratore che in quelli di piccola dimensione può essere ad asse orizzontale oppure ad asse verticale. Nel primo caso si tratta praticamente di una copia in sedicesimo delle grandi turbine visibili sui crinali che costeggiano le nostre autostrade, mentre la versione ad asse verticale presenta le pale parallelamente all’asse di rotazione. Gli aerogeneratori di questa seconda tipologia sono ritenuti più adatti all’uso in ambiente urbano, sia perché sono meno impattanti dal punto di vista estetico e ambientale, sia perché si prestano meglio a condizioni di vento variabile perché ruotando sull’asse verticale si adattano autonomamente ai cambi di direzione. Gli aerogeneratori ad asse orizzontale sono invece più consoni per l’utilizzo in ambiente rurale e in genere negli spazi aperti, in quanto per funzionare al meglio hanno bisogno di orientarsi perpendicolarmente alla direzione del vento, dando più ingombro rispetto all’altra tipologia.

Gli aerogeneratori ad asse verticale, in virtù delle caratteristiche meccaniche citate, rispondono al vento proveniente da qualsiasi direzione anche con bave di pochi m/s e presentano al tempo stesso un buon comportamento anche a fronte di venti molto forti, disponendo di un meccanismo in grado di stabilizzare la velocità di rotazione quando il vento supera una determinata velocità. Poiché per attivarsi ed essere efficaci non necessitano di spazi molto ampi né dell’assenza totale di ostacoli nelle vicinanze e sono oltretutto di ingombro decisamente limitato, questi modelli risultano particolarmente indicati per i micro-impianti ad uso domestico, perché si possono facilmente installare sui tetti o sui terrazzini dei condomini o delle abitazioni private.

L’ambito applicativo degli aerogeneratori ad asse orizzontale risulta essere invece più consono alle aree rurali. La struttura essendo, come detto, simile alle turbine dei normali impianti eolici, prevede l’utilizzo di una deriva al fine di orientare sempre le pale perpendicolarmente alla direzione del vento. Poiché potrebbe ricordare vagamente il profilo di un mulino a vento in stile americano, anche da un punto di vista di semplice integrazione al territorio circostante, il sistema ad asse orizzontale risulta certamente più consono per essere utilizzato presso fattorie, agriturismi o strutture agricole in genere, le quali, grazie a questo tipo di impianti, disponibili anche con potenze non trascurabili, possono coprire una buona percentuale del proprio fabbisogno elettrico.

Entrambe le tipologie, sia che vengano installate nelle abitazioni private oppure nelle piccole strutture commerciali o agricole, sono di norma collegate alla rete principale, sfruttando il metodo dello scambio sul posto, già ampiamente applicato nell’ambito degli impianti fotovoltaici privati, ma si possono anche usare in modo completamente autonomo; in questo caso i proprietari sfruttano per i fabbisogni del proprio fabbricato l’energia del vento quando è presente senza trasferirla alla rete del gestore.

Fino a tutto il 2013, lo stato ha incentivato con tariffe piuttosto interessanti la produzione di energia da mini o micro eolico, pagando 0,291 euro ogni kWh prodotto con impianti fino a 20 kW, mentre gli impianti sopra i 20 kW di capacità fruttavano 0,268 euro per ciascun kWh. La tariffa calava poi progressivamente in modo inversamente proporzionale rispetto alla dimensione dell’impianto. Resta tuttavia aperta la questione relativa alla detrazione fiscale. Gli impianti di mini e micro eolico infatti, non rientravano, in base alla finanziaria 2013, nell’ambito delle fonti rinnovabili, come ad esempio il fotovoltaico o il solare, per le quali si potevano detrarre, su base decennale, il 50% delle spese sostenute per l’acquisto del sistema e la sua posa in opera.

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