Energia: sfiorato rischio di un'Europa al buio | Edilone.it

Energia: sfiorato rischio di un’Europa al buio

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Lo scorso 4 novembre, l’Europa ha corso il rischio d’incorrere in un blackout totale simile a quello verificatosi la notte tra il 28 e il 29 settembre 2003 in Italia, quando il blocco di dell’erogazione di energia elettrica di parecchie ore, partito dalla Svizzera, interessò tutta la penisola ad eccezione della Sardegna.

Nel caso incorso la scorsa domenica, il blackout originario si è verificato in Germania, da dove si è poi esteso a macchia di leopardo – a mano a mano che i sistemi di protezione isolavano successivi settori – in Francia e in Italia, per una durata protrattasi in genere da pochi minuti a meno di un’ora. Nel nostro paese, svariate zone delle regioni Piemonte, Liguria e Puglia sono state interessate dalle interruzioni la cui durata, a quanto risulta, è oscillata da pochi minuti e mezz’ora circa, tra le 22 e le 23. In seguito, la situazione si è progressivamente normalizzata.

A lanciare l’allarme e fornire le spiegazioni più particolareggiate, è intervenuta la Francia, da dove Presse Pierre Bornard, membro della direzione di Rte (Rete per il trasporto di elettricità l’equivalente francese di Terna) ha dichiarato alla France di aver sfiorato il blackout europeo.

Secondo le dichiarazioni di Presse Pierre Bornard, la panne sarebbe stata originata dal cedimento di due linee ad alta tensione, da 400.000 Volt, in Germania, che avrebbe a sua volta causato con un effetto domino, uno squilibrio generale di produzione di elettricità in Europa. Per ristabilire l’equilibrio ed evitare un blackout completo – ha spiegato Bornard – ”alcuni sistemi automatici tagliano brutalmente” parte dell’erogazione. ”E’ l’unico mezzo, in pochi secondi, per evitare un crollo completo”, ha aggiunto. Il dirigente ha sottolineato che ieri sera ”c’era capacità di produzione a sufficienza in Europa”, e che la Francia stava esportando elettricità. Ma, nel sistema europeo interconnesso, ”tutti sono solidali, è una sola macchina”, ha aggiunto.

In Germania, da dove tutto è stato originato, l’interruzione nell’erogazione di energia elettrica si è prodotta alle 22: 10 per una durata di circa mezz’ora circa, seguita dalla normalizzazione della situazione. Il blackout ha riguardato, oltre che parte del Nordreno- Vestfalia – il Land occidentale più popoloso – anche vaste zone della Baviera (sud), la parte nord della Saar (sudovest, al confine con la Francia) e alcune province del Baden-Wuerttemberg (sudovest). Particolarmente interessate dall’interruzione di energia elettrica sono state le città di Colonia, Essen, Muehleim, Oberhausen, Gelsenkirchen; e le province di Wesel, Dueren, Euskirfchen. Alcuni, incidenti particolarmente importanti hanno interessato, intorno alle 22:13, la rete di trasporto di elettricità tedesca. Il deficit di energia che ne è risultato ha avuto ripercussioni nell’insieme dei Paesi europei”, ha detto Rte in un comunicato, rilevando la coincidenza con un periodo di freddo particolarmente intenso e repentino in diverse parti d’Europa. ”Noi abbiamo una connessione europea di rete, e per questo un guasto può avere effettivamente conseguenze in molti Paesi”, ha detto all’agenzia tedesca Dpa Theo Horstmann, portavoce di Rwe, uno dei maggiori gruppi privati di forniture energetiche in Germania. ”In Francia, al fine di ristabilire l’equilibrio del sistema elettrico, una parte del consumo di elettricità, 5.200 Megawatt sui 56.000 consumati in quell’istante, è stata immediatamente interrotta. ”Si tratta dunque di circa 5 milioni di consumatori che sono stati privati di elettricità, poi progressivamente rialimentati tra le 22:30 e le 23”, ha aggiunto Rte. ”Tagli simili hanno avuto luogo in tutti i Paesi dell’Europa occidentale”, ha proseguito l’ente per la rete elettrica francese, sottolineando che ”analisi sono in corso in Germania per precisare l’origine dell’incidente e spiegare l’ampiezza delle conseguenze”.

In Francia, la panne è stata segnalata poco dopo le 22 in diversi quartieri di Parigi da dove si è poi estesa in diverse zone di tutto il Paese: dalla Normandia alla Bretagna, dalla Loira all’Isere. Non sono mancate ripercussioni sul traffico ferroviario. Una decina di Tgv (i treni ad alta velocita’) – ha spiegato un portavoce di Sncf, le Ferrovie francesi – sono rimasti bloccati ed hanno accusato ritardi da 30 minuti a un’ora.

Nessun problema invece per i convogli pendolari dell’Ile-de-France, come pure per la metropolitana e la Rer (rete espressa) parigina.

Di fronte all’accaduto, il premier Romano Prodi ha parlato della necessità di un’autorità unica europea, dal momento che l’esistenza di un sistema energetico comune crea una dipendenza reciproca che richiede l’intervento di un’autorità unica in grado d’intervenire nel settore in casi simili. Argomentazione che risulta condivisa da Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni. Sull’accaduto, il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani è intervenuto chiedendo un rapporto a Terna sull’accaduto. , comunque, precisa Il ministero ha precisato che, tecnicamente, non si è trattato di un blackout ma di un abbassamento di frequenza: non ci sono stati comunque danni al settore civile e industriale. I disservizi, si precisa, sono stati limitati. Intanto l’Autorità per l’Energia e il Gas, oltre all’indagine che svilupperà sul territorio nazionale, rende noto che chiederà l’apertura di un’analisi congiunta con le altre Autorità europee.

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