Eco-energia: impianti eolici nei porti liguri | Edilone.it

Eco-energia: impianti eolici nei porti liguri

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I porti commerciali e i porticcioli turistici liguri sono stati proposti come sito per la localizzazione di impianti eolici da porre sulle dighe frangiflutti per catturare l’energia del vento da fornire agli impianti a terra. Lo prevede una proposta di legge regionale, presentata lo scorso 11 aprile dal consigliere regionale Nino Miceli, la quale contempla la concessione di contributi ai porti esistenti se realizzeranno impianti che assicurino la produzione almeno del 5% del fabbisogno annuo di energia per quelli commerciali e del 20% per quelli turistici.
In casi di porti di nuova edificazione o soggetti ad ampliamento si introduce l’obbligatorietà di una produzione di energia da fonti rinnovabili non esauribili del 10% per i porti commerciali e del 30% per quelli turistici.

La suddetta proposta di legge mira soprattutto ad incrementare la produzione di energia eolica in Liguria, paria a 8,7 MW contro, ad esempio, i 452 della Sicilia e i 417 della Campania, e vuole recuperare terreno. Il posizionamento degli impianti eolici sui moli frangiflutti presenterebbe al contempo il vantaggio di eliminare i problemi di impatto visivo e acustico che spesso gli stessi producono.

La proposta di legge può recepire altre forme di produzione elettrica da energie rinnovabili tipo le centrali a biomassa o il fotovoltaico e potrà essere discussa contestualmente al disegno di legge di riforma organica dei porti di iniziativa dell’Assessore Merlo e ha già suscitato parecchio interesse da parte dell’Autorità Portuale, specie quella di Savona che ha già iniziato una sperimentazione in porto di produzione di energia da un impianto eolico.

Qualora la proposta si traducesse in legge, ciò permetterebbe all’Italia di vantare il primo esempio europeo di produzione di energia rinnovabile da fonti non esauribili nei porti. Queste installazioni di impianti, sono state prospettate dal proponente, in grado di aiutare l’Italia a raggiungere l’obiettivo proposto dalla Commissione Europea del 20% di produzione di energia alternativa entro il 2020; contestualmente potrebbero contribuire a garantire l’alimentazione delle navi ormeggiate nei porti, grandi consumatori di energia, abbattendo anche questa forma di inquinamento.

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