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Agrigento: nuovo dissalatore

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La provincia di Agrigento ha un nuovo dissalatore. Il nuovo impianto è stato inaugurato lo scorso 13 gennaio nella zona industriale di Porto Empedocle. La cerimonia è avvenuta alla presenza del Presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, del presidente della Provincia, Vincenzo Fontana, del sindaco Aldo Piazza, del assessore regionale al Lavoro, Pippo Scalia, del coordinatore regionale di Forza Italia, Angelino Alfano; non è mancata la stampa locale e regionale.

Il dissalatore, che si aggiunge ad un altro già esistente, funziona attraverso il principio dell’osmosi inversa: l’acqua viene dissalata passando attraverso membrane semipermeabili che la lasciano filtrare, mentre trattengono i sali. L’impianto preleva acqua da mare che viene pretrattata passando su dei prefiltri ovvero una batteria di filtri a sabbia e antracite per trattenere tutto il limo e tutto lo sporco che c’è nel mare. L’acqua viene clorata già in questo passaggio per disinfettarla preliminarmente e subito dopo pressurizzata ad alta pressione e per prevenire il processo dell’osmosi inversa e passa attraverso le membrane. Si ottiene quindi il permeato che è l’acqua dissalata, quella potabile, e un concentrato che ritorna a mare. L’acqua dissalata, in ogni caso, viene poi ulteriormente remineralizzata per dargli il giusto gusto di durezza, di salinità e va poi pompata nella cisterna dell’acqua potabile.

Le opere civili hanno avuto un costo complessivo di 5,250 milioni di euro, gravanti sui fondi a disposizione del Commissario delegato per l’Emergenza idrica. Soggetto attuatore è stato il Genio civile di Agrigento. L’impianto di dissalazione vero e proprio, invece, è stato realizzato in “project financing”, e sarà gestito dalla “New Ctida Hydro Sistet”, società che ha firmato il contratto con il comune di Agrigento, garantendo la fornitura triennale dell’acqua al prezzo di 1,18 euro al metro cubo.

La realizzazione dell’impianto era attesa da diversi anni. Il suo impiego a pieno a regime, consentirà di erogare 100 litri d’acqua al secondo per il solo capoluogo. Si spera che l’impianto possa porre fine alla drammatica situazione idrica in cui versa da sempre il territorio agrigentino, che, attualmente, dispone del dissalatore di Gela, Voltano, e di mini dissalatori di Porto Empedocle. Interventi sull’efficienza ed il miglioramento della rete idrica sono stati annunciati dalle autorità e da essi dipenderà anche la valenza e l’incisività del nuovo impianto.

La costruzione del dissalatore di Agrigento ha richiesto circa un anno di lavori e vi saranno impegnati dai dieci ai dodici addetti.

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