Scarsa sicurezza negli edifici scolastici: il Governo preannuncia investimenti | Edilone.it

Scarsa sicurezza negli edifici scolastici: il Governo preannuncia investimenti

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Secondo le dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini esistono in Italia ben 10.000 edifici scolastici che non soddisfano le condizioni di sicurezza di base. All’affermazione espressa dal Ministro, sulla base di un’apposita indagine, si accompagna l’iniziativa dello stesso, che ha già “posto il tema al ministro dei Rapporti con le Regioni Fitto, dopo averne parlato anche con il presidente dell’Anci Dominici, perchè “occorre uno sforzo nazionale a tutti i livelli per fare in modo che le nostre scuole siano sicure”. Così ha aggiunto il ministro, specificando che la situazione nazionale presenta un quadro molto variegato, con scuole moderne affiancate ad altre ridotte in condizioni fatiscenti.

Resta il problema maggiore: dove trovare le risorse per porre rimedio alla situazione? Gelmini ha ribadito l’intenzione di razionalizzare la spesa del comparto scolastico, reinvestendo quanto risparmiato con la Finanziaria “proprio nell’edilizia scolastica e soprattutto nella ‘premialità’ per gli insegnanti”.

“Abbiamo approvato una Finanziaria che prevede risparmi ingenti nella scuola intorno ai 7 miliardi di euro, e il 30% dei risparmi che realizzeremo con la finanziaria – frutto di una serie di misure come l’accorpamento di alcune classi e il riordino dell’archetipo organizzativo scolastico – verranno reinvestiti nella scuola”.

Il ministro ha confermato che sono 87mila le cattedre in esubero, e ha difeso la scelta del ritorno all’insegnante unico alle elementari per sbloccare nuove risorse, fermo restando il tempo pieno e la presenza degli insegnati di lingua straniera, informatica ed educazione fisica.

“Non si tratta di licenziare gli insegnanti di ruolo, si tratta di riorganizzare la rete scolastica”, ha detto Gelmini. “Dal ritorno al maestro unico … realizziamo risparmi che non solo ci consentono di mantenere il tempo pieno ma addirittura di aumentarlo del 50%”.

“Nel tempo si è sovrastimata la capacità dell’istruzione di assorbire posti di lavoro con il risultato che oggi non abbiamo soldi non solo per l’edilizia, ma anche per l’informatica, per i laboratori tecnici. Abbiamo quindi l’urgenza di rivedere i meccanismi di spesa”, ha detto Gelmini.

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