Quotazioni immobiliari nelle grandi citta': ancora in ribasso per il primo semestre 2013 | Edilone.it

Quotazioni immobiliari nelle grandi citta’: ancora in ribasso per il primo semestre 2013

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Le quotazioni immobiliari in Italia sono ancora in ribasso per i primi sei mesi del 2013. Seppur deboli, ci sono i segnali di un’inversione di tendenza, che devono essere comunque presi con la dovuta cautela.

Un’indagine Tecnocasa sulle tendenze del mercato immobiliare nelle grandi città, infatti, evidenzia maggior decisione in coloro che possono acquistare ma che, fino ad oggi, non si erano mossi in attesa dell’evoluzione del mercato immobiliare.

 

Diverse le motivazioni di questo comportamento. In primo luogo i prezzi degli immobili sono diminuiti ulteriormente e i proprietari sono sempre più propensi a vendere. Inoltre, l’abbondante offerta immobiliare consente di scegliere l’abitazione più adatta alle caratteristiche desiderate, nella consapevolezza che il mercato si è ormai avviato verso la normalizzazione.

 

Dall’analisi dei prezzi in base alla dimensione delle città nel primo semestre 2013, si evince una diminuzione del 4,7% nelle grandi città, del 4,8% nell’hinterland delle grandi città e del 5% nei capoluoghi di provincia. L’analisi per aree geografiche vede il Centro Italia chiudere il semestre con una diminuzione dei prezzi del 6,0%, a seguire il Nord Italia con -4,8% ed infine il Sud Italia con -4,6%.

Per i prossimi mesi si prevede un ulteriore ribasso dei valori e una possibile chiusura di anno con una contrazione dei valori compresa tra -8% e -6%. Le compravendite potrebbero oscillare tra 420 e 450 mila transazioni.

 

A Milano le quotazioni immobiliari sono diminuite del 3,6%.  La più forte riduzione di prezzo si è osservata nella macroarea di Bovisa-Sempione, che ha registrato un ribasso del 4,9%. La contrazione meno forte, pari al -2,4%, riguarda la macroarea di stazione Centrale-Gioia-Fulvio Testi, mentre nei quartieri del centro di Milano, la diminuzione dei prezzi degli immobili ha raggiunto il 4%.

 

Per quanto riguarda Roma, i valori immobiliari hanno registrato un ribasso del 4%. Nel centro della Capitale, si è potuto osservare ancora una volta un buon dinamismo sul segmento degli acquisti ad uso investimento, alcune anche come nuda proprietà. Nella macroarea di San Giovanni-Roma Est il ribasso registrato è stato del 5,1%, in seguito soprattutto all’andamento dei quartieri più periferici che hanno avuto problematiche di accesso al credito. Le altre macroaree di Roma si sono tenute intorno ad una diminuzione del 3%, sebbene i quartieri più periferici abbiano registrato perdite di valore più forti.

 

A Napoli le quotazioni immobiliari sono diminuite del 3% nella prima parte dell’anno. Il ribasso dei valori più forte è stato registrato nella macroarea di Flegrea-Fuorigrotta, seguita dalla macroarea Collina. Come causa si è individuata la sostanziale diminuzione della disponibilità di spesa del potenziale acquirente. Meno forte la diminuzione nelle aree centrali che hanno retto grazie soprattutto alla domanda di investimento per quanto orientata su importi più contenuti che in passato.

 

Torino registra una diminuzione dei valori immobiliari del 4,8%. La macroarea della Collina è quella che ha registrato la diminuzione dei prezzi più forte, seguita da quella di Nizza-Lingotto-Mirafiori Sud, dove comunque il ribasso dei prezzi ha movimentato gli acquisti per investimento intorno alla zona delle Molinette.

 

Diminuzione delle quotazioni del 4,8% per gli immobili di Bari nella prima parte dell’anno. Tra le zone che hanno sofferto maggiormente ci sono quelle centrali, soprattutto il Borgo Antico, che dopo il boom degli anni scorsi grazie alla domanda ad uso investimento registra ora maggiori difficoltà dal momento che il target di potenziali acquirenti deve spesso ricorrere al mutuo. La macroarea che ha registrato la diminuzione dei valori più sensibile è quella dell’aeroporto.

 

Per quanto riguarda Bologna, i valori immobiliari sono in diminuzione del 5,7%. La macroarea che ha segnalato la contrazione più bassa è quella di San Donato-San Vitale che ha chiuso con -7,4%. Anche la zona di Corticella ha subito un calo di importo simile. In questo semestre prezzi al ribasso anche nelle zone collinari della città in particolare quelle soggette a maggior traffico. Le zone centrali soprattutto quella di San Vitale-Università hanno sostanzialmente tenuto grazie anche agli acquisti degli investitori. Non lontano poi intorno a piazza dei Martiri sono in corso lavori di riqualificazione delle facciate esterne degli immobili.

 

Nei primi sei mesi del 2013, Firenze ha registrato una diminuzione del 4,7%. Nelle zone centrali il ribasso è del 3,1%. Si sono mossi in particolare gli investitori tra cui anche russi, indiani e brasiliani alla ricerca di tagli medio piccoli da investimento per turisti.

 

A Genova la macroarea che ha segnalato al diminuzione dei valori più sensibile è stata quella di Castelletto- Foce-San Martino.

 

A Palermo le quotazioni immobiliari sono diminuite del 4,9%. La macroarea di Parco della Favorita ha registrato un ribasso del 6,1%. Tra i quartieri in diminuzione si registra anche quello di Partanna-Mondello  nella zona meno prestigiosa. In generale sulla città si registrano difficoltà per problemi legati al mantenimento del posto di lavoro.

 

Infine, a Verona  le quotazioni abitative sono diminuite del 7,9%. Le zone centrali hanno registrato un ribasso dei valori dell’1,7% e quindi c’è una sostanziale tenuta dei valori immobiliari, in particolare di quelle di prestigio. La macroarea di Borgo Trento ha registrato un sostanziale ribasso dei prezzi dal momento che c’è stata una notevole immissione di immobili in vendita che ha calmierato i prezzi.

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