Previsioni dal XVI Rapporto CRESME Costruzioni 2008–2013 | Edilone.it

Previsioni dal XVI Rapporto CRESME Costruzioni 2008–2013

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Presentato al Construction Day di Veronafiere, il XVI rapporto CRESME su «Il Mercato delle Costruzioni 2008 – 2013» analizza andamento e prospettive non rosee del settore alla luce della difficile situazione economica e finanziaria internazionale: poco roseo lo scenario. L’analisi del Cresme, che da 40 anni è fonte autorevole di studi e ricerche per gli operatori del settore, ha evidenziato un quadro composto da poche luci e molte ombre, con proiezioni negative per la produzione residenziale e non residenziale, le opere pubbliche e l’immobiliare.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato 250 esperti di imprese, associazioni e istituzioni, ha fornito più chiavi di lettura per decifrare l’attuale congiuntura e per impostare le politiche di investimento più adeguate da parte delle aziende, degli enti e della pubblica amministrazione.

A descrivere lo stato di salute del comparto ci ha pensato Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che nel suo lungo approfondimento ha spiegato la stretta relazione esistente tra scenario economico mondiale ed il mercato italiano delle costruzioni.

Lo scenario delineato da Bellicini nelle seicento pagine del Rapporto è abbastanza preoccupante. Per il triennio 2008-2010 si profila una fase caratterizzata dalla flessione del 13% delle quantità prodotte nel 2007. In particolare il triennio vedrà:

  • una caduta delle nuove costruzioni residenziali, misurata nel 30% in tre anni;
  • ulteriori contrazioni nella nuova produzione non residenziale (-5,4% nel 2008, -7,5% nel 2009) che farebbero pensare alla necessità di un intervento di politica industriale, anche se si attende l’inizio della ripresa nel 2010;
  • una flessione delle nuove opere del genio civile: contenuta nel 2008, ma ben più importante nel biennio 2009-2010 (rispettivamente -5,8% e -3,8%) in attesa della ripresa nel 2011;
  • la difficile flessione del mercato della riqualificazione, dopo la ripresa del 2006 e del 2007, nel 2008 e nel 2009 e l’ipotesi di fuoriuscita dalla crisi nel 2010.

Il mercato immobiliare
Nel primo semestre del 2008 secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio del Ministero delle Finanze, le compravendite di abitazioni sono diminuite del 14% rispetto al corrispondente semestre del 2007. Non si può dire che si tratta di una frenata morbida. Su base annua il mercato immobiliare perderebbe 116.000 compravendite sulle 828.000 del 2007. Secondo il Cresme i dati del secondo semestre potrebbero essere ancora più preoccupanti e portare a una flessione delle compravendite del 17,3%: 143.000 compravendite in meno rispetto al 2007. Secondo il Cresme i prezzi sono cominciati a scendere rapidamente nella seconda parte del 2008: dopo una crescita dello 0,5% nei primi sei mesi, nel secondo semestre dell’anno la flessione è stata dell’8,3%. Il Cresme stima che verranno ultimate e quindi immesse sul mercato nel 2008 320.000 abitazioni, contro le 339.000 del 2007. Una flessione ancora contenuta, un livello di produzione molto alto.

Il mercato delle opere pubbliche
In questo settore, nel 2008, gli investimenti ammonteranno a più di 45 miliardi di euro, quantità che rispetto al 2007 corrisponde ad una flessione di un punto percentuale in valori costanti. «Ma la frenata», ha precisato il direttore del Cresme, «non riguarda tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di opere pubbliche. Riguarda Comuni, Provincie, Regioni, Sanità e Stato, mentre l’ANAS cresce anche se a ritmi inferiori delle possibilità, le Ferrovie segnano il passo da quattro anni ed è “gelata” sui gestori delle autostrade. Registrano un andamento positivo i settori energetico, idrico-ambientale e della mobilità, le imprese di servizio pubblico locale, le altre imprese e rappresenta ormai in modo stabile almeno un quarto del totale del mercato dei lavori pubblici.”partecipazione pubblica. Continua a crescere il PPP che supera 1,4 miliardi di euro

Dai dati del Cresme emerge, inoltre, come nell’anno in corso, la crescita del mercato delle gare per la realizzazione di opere di pubbliche sia tutta da attribuire alla ripresa dei progetti di grande dimensione. L’analisi delle tipologie dimensionali mostra, infatti, la contrazione delle gare di importo inferiore a 5 milioni di euro (-5% per numero e -2,1% per importo) a fronte di una sensibile crescita delle gare per grandi opere (+10% per numero e +12,4% per importo).

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