Milano: approvato l’aggiornamento del Regolamento edilizio | Edilone.it

Milano: approvato l’aggiornamento del Regolamento edilizio

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Per tutti i nuovi interventi almeno il 75% dell’area occupata diventa verde e spazio pubblico. Vietate le antenne selvagge, i loft in zone industriali e i sottotetti in nuove costruzioni. Controllo della qualità su tutti gli edifici sia ristrutturati che ricostruiti

La Giunta Comunale ha preso atto del testo delle modifiche al Regolamento edilizio comunale vigente dal 20 ottobre 1999, che passa ora alla consultazione della Zona.

Il Regolamento edilizio era stato approvato con l’intento di adeguare un testo normativo che risaliva ormai al 1982. La stessa esigenza che aveva introdotto l’aggiornamento del testo precedentemente in vigore, ha motivato l’introduzione di un articolo (art. 6) che stabilisce che le disposizioni del Regolamento siano oggetto di periodico aggiornamento da parte degli organi comunali ai quali è stato affiancato l’Osservatorio Edilizio Cittadino, composto dal direttore del Settore Sportello Unico per l’Edilizia e da tre professionisti scelti all’interno di nominativi segnalati da ordini e collegi professionali, esperti in materia di legislazione edilizia ed urbanistica, progettazione architettonica e qualità ambientale, tecnica e tecnologia delle costruzioni.
L’Osservatorio, in riunioni periodiche, si è quindi dedicato fin dall’inizio del suo insediamento all’esame del Regolamento edilizio per individuare quali disposizioni potevano essere riviste, muovendosi secondo due linee di intervento: aprendo un confronto con gli ordini, i collegi professionali e le associazioni di categoria interessate alla materia e recependo le segnalazioni dei dirigenti comunali, ossia coinvolgendo gli uffici interessati all’emanazione degli specifici provvedimenti edilizi.
Dalla data di entrata in vigore del Regolamento il quadro normativo della materia “governo del territorio” è stata oggetto diverse leggi costituzionali, statali e regionali che hanno parzialmente modificato la normativa urbanistico ed edilizia vigente nella Regione Lombardia in particolare:
Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 – Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione” – che ha attribuito la materia della “Gestione del Territorio” alla legislazione concorrente Stato – Regioni;
Decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 – “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali;
Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 –Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, con cui è stata data sistemazione organica al panorama normativo nazionale in materia urbanistico ed edilizia, abrogando gran parte delle molteplici e frammentarie disposizioni legislative e regolamentari allora vigenti;
Legge regionale 11 marzo 2005 n. 12 – “Legge per il governo del territorio” con la quale la Regione Lombardia, nell’esercizio della potestà legislativa concorrente ha dettato una disciplina organica e significamene innovativa;

Le modifiche del Regolamento edilizio recepiscono quindi tutte queste innovazioni in particolare:

· Regolamentazione della SuperDIA

Con il vecchio Regolamento alcuni interventi edilizi, la nuova costruzione e la ristrutturazione, non potevano essere fatti attraverso una D.I.A. (Denuncia Inizio Attività) accompagnata soltanto da un’autodichiarazione del progettista (relazione tecnica di asseverazione) ed erano obbligatoriamente sottoposti all’esame della Commissione edilizia, al contrario delle opere minori che potevano essere realizzate con la Denuncia senza essere esaminate dalla CE.

Le leggi subentrate consentono invece di realizzare qualsisi intervento con DIA. Con l’aggiornamento del Regolamento tutte le grandi opere che hanno un’incidenza sulla qualità e sulla scena urbana, devono essere esaminate dalla Commissione Edilizia per un’attenta valutazione e un giudizio di merito della qualità progettuale anche se fatte con DIA.

· Ristrutturazione Urbanistica: permesso di costruire convenzionato
La ristrutturazione urbanistica (di cui fanno parte le demolizioni complete di edifici e relative ricostruzioni, le modifiche di lotti, gli interventi che ridisegnano il tessuto) è consentita solamente attraverso interventi convenzionati.
Per rispettare il Testo Unico (d.p.r. 380 del 2001) favorendo al contempo una semplicità nelle procedure è ora obbligatorio, quando gli interventi prevedono modifiche che incidono sul sistema delle infrastrutture, ottenere la convenzione tra le parti che prevede obblighi reciproci e una garanzia per l’Amministrazione.
Con l’introduzione di questo permesso di costruire convenzionato, infatti, l’Amministrazione da un parte semplifica e snellisce le procedure ma dall’altra mantiene sempre il suo controllo sull’intervento. Per tutte le procedure di convenzionamento viene data pubblicità.

· Regolamentazione dei cambi d’uso

Con l’aggiornamento del Regolamento Edilizio nel caso in cui il cambio d’uso comporti un aggravio degli standard urbanistici (spazi e servizi d’uso pubblico) viene introdotto l’obbligo della cessione di una parte delle aree o, in alternativa, il pagamento di monetizzazioni.

Con l’aggiornamento del Regolamento edilizio, quindi, tutti i cambi d’uso che prima erano comunque consentiti ma comportavano un aggravio ora sono regolamentati e normati mentre tutti i cambiamenti d’uso che prima non erano consentiti rimangono tali come ad esempio i loft in zone industriali.

· Incentivazione del verde
Quando l’area supera i 5 mila mq è obbligatorio lasciarne libera il 75%. In questo modo si favorisce l’edificazione in altezza lasciando così più spazio disponibile al verde pubblico. Nell’ottica della promozione del verde viene anche considerata la possibilità di realizzare dove possibile verde pensile su tutte le coperture piane al fine di consentire risparmio energetico per il quale si introducono i principi in vista delle normative regionali di prossima emanazione.
· Antenne e apparati tecnici
devono essere messi in copertura in posizioni che siano meno visibili da strada, nascosti e verniciati. Sono vietate le antenne paraboliche in facciata. Le antenne possono essere una sola per condominio e posizionate solo sul tetto. Gli apparati tecnici in copertura, centarli termiche o di condizionamento, devono essere nascoste dal verde e colorate in modo da essere il meno visibili possibile
· Sottotetti
la normativa viene adeguata alla nuova legge entrata in vigore il 15 gennaio 2006 che ha preso spunto da quanto sperimentato dall’Amministrazione Comunale i materia d’esame dell’impatto paesistico.
E’ possibile, quindi, recuperare i sottotetti solo se è presente almeno il 25% di residenza nella casa. Il recupero di sottotetti in nuovi edifici è possibile solo dopo 5 anni dalla costruzione dell’edificio.
· Parcheggi
la regolamentazione dei parcheggi viene adeguata all’ultima legge statale. I parcheggi sono liberalizzati, non fanno volumetria, non esiste quindi una limitazione alla loro realizzazione purché la destinazione a parcheggi sia assolutamente definitiva.
· Spazi comuni
Nel vecchio regolamento non si calcolavano come superficie (slp) gli spazi comuni al servizio del condominio. Con l’aggiornamento del Regolamento edilizio, da una parte viene introdotto l’obbligo di vincolare l’uso di questi spazi e dall’altra di suddividerli tra residenziali e non residenziali.
E’ una delle principali modifiche di carattere sostanziale più rilevanti e riguarda l’art. 10 (“Superficie lorda di pavimento: esclusioni”). Il vigente Regolamento edilizio prescrive che, nella compilazione dei progetti di opere edilizie, alcune superfici non sono da conteggiare nella superficie lorda di pavimento (come nel caso di porticati, balconi, cavedi, scale, ascensori, pianerottoli, androni di ingresso, ricovero autovetture, biciclette, carrozzine, spazi per attività comuni di pertinenza dei fabbricati: palestre, sale riunioni, spazi per locali tecnici, sottotetti e seminterrati non abitabili, serre), in modo da permettere con maggiore ampiezza possibile la realizzazione degli ambiti di uso comune.
Per evitare abusi, questa norma è stata rivista ed è stata introdotta una forma di vincolo legale permanente della destinazione permanente a spazio comune con la finalità di contribuire a migliorare la qualità dell’abitato.

“Grazie alle modifiche al Regolamento edilizio – sottolinea l’assessore allo Sviluppo del Territorio Gianni Verga – si promuove il verde pubblico e la qualità dei progetti: anche nelle trasformazioni di poche dimensioni sono previste aree a verde pubblico e tutti gli interventi vengono maggiormente regolamentati. Un’attenzione alla qualità progettuale che il Comune ha già espresso introducendo nel 2003 l’esame dell’impatto paesistico dei progetti per i sottotetti ed estendendolo nel 2004 a tutti gli interventi edilizi maggiori”.

Fonte Ufficio Stampa Comune di Milano – Giovanni Verga – Sviluppo del Territorio

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