Mercato immobiliare: timida ripresa attesa per il II° semestre 2013 | Edilone.it

Mercato immobiliare: timida ripresa attesa per il II° semestre 2013

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Il mercato immobiliare negli ultimi mesi del 2013 potrebbe far sperare in una timida ripresa, secondo quanto si evince dall’ultima analisi del Gruppo Tecnocasa, dedicata all’analisi del 2012 e alle prime stime relative all’anno corrente.

Al pari di altre analisi, anche Tecnocasa rileva i meccanismi tipici della crisi economica degli ultimi anni: un interesse per la casa mai sopito ma che è stato frenato da vari fattori concatenati, come l’incertezza della situazione economica del Paese, le problematiche legate al mantenimento del posto di lavoro, con la difficoltà di accesso al credito, la diminuzione della capacità di risparmio, la reticenza dei venditori ad abbassare i prezzi di richiesta e l’arrivo dell’Imu.

Un mix che ha creato timori anche in coloro i quali avrebbero potuto acquistare, investitori inclusi.

Il 2012 ha chiuso con un ribasso dei prezzi immobiliari, per la prima volta, a due cifre. Sebbene il ribasso abbia riguardato, con lievi differenze, tutte le aree geografiche e le varie tipologie di inurbamento, nella seconda parte del 2012 sono state le grandi città a registrare una diminuzione dei prezzi leggermente più contenuta di quella avuta nella prima parte dell’anno (-5,1% contro i precedenti -5,4%). Nelle grandi città sono state le zone periferiche ad aver sofferto maggiormente, rispetto alle zone semicentrali e centrali. Cadute più forti hanno interessato i prezzi delle case nei capoluoghi di provincia e nell’hinterland delle grandi città: qui la diminuzione dei valori immobiliari è stata rispettivamente del 6,7% (-4,4% nel primo semestre del 2012) e del 6,3% (-5,3% nel primo semestre del 2012).

Nelle realtà del Sud italia, dove la stretta creditizia e le problematiche occupazionali si sono fatte più sentire, il mercato ha sofferto ancora in modo maggiore nella seconda parte del 2012.

Tra le tipologie di immobili predilette, continua la preferenza per le abitazioni usate ma in buono stato che non richiedono lavori di ristrutturazione importanti, mentre la maggior offerta di abitazioni nuove penalizza maggiormente le abitazione usate e più vetuste, vendute solo dopo importanti ribassi di prezzo. Rispetto alla ricerca della prima casa, gli acquirenti continuano ad essere tipologie che dispongono di condizioni reddituali tali da poter accedere a un mutuo, e nel caso dei più giovani con il supporto spesso dei genitori.

Ancora lunghi i tempi di vendita: si va dai 183 giorni delle Grandi Città, ai 207 dei capoluoghi di provincia fino ai comuni dell’hinterland delle grandi città con 209 giorni.

Nelle grandi città italiane registrata una maggiore concentrazione delle richieste per i trilocali (35,6% delle preferenze), seguite dal bilocale (30,2%). A Milano, Roma e Napoli la tipologia più richiesta è il bilocale. Inoltre l’analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città ha registrato una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro. Più bassa la disponibilità negli altri capoluoghi di regione: con la maggior parte delle indicazioni tra 120 e 169 mila euro.

Nella seconda parte del 2012 a livello nazionale il 76,2% delle transazioni ha interessato l’acquisto della prima casa, il 17,5% la casa ad uso investimento ed il 6,3% la casa vacanza.

Il 66% delle compravendite ha visto protagonisti acquirenti di età compresa tra 18 e 44 anni, il 17,9% tra 45 e 54 anni, il 10,8% tra 55 e 64 anni ed il 5,3% una fascia di età superiore a 65 anni.

Anche sul fronte delle locazioni viene rilevata la tendenza al ribasso per i canoni, a causa della minore disponibilità di spesa dei potenziali inquilini. In questa seconda parte del 2012, nelle grandi città, si è avuta una contrazione dell’1,2% per i canoni di locazione dei bilocali e dell’1,8% per quelli dei trilocali.

L’analisi infine ipotizza uno scenario per il mercato immobiliare nel 2013: i prezzi continueranno a scendere tra il 6% e il 4% e le compravendite scenderanno in quantità attestandosi a quota 450.000.

Nelle grandi metropoli ci si aspetta una tenuta delle zone centrali, mentre è più difficile che questo accada nelle zone con immobili di qualità bassa, come certe zone popolari e periferiche.

Se la prima parte del 2013 potrebbe essere ancora caratterizzata da incertezze e timori, nella seconda parte potrebbero esserci dei segnali di miglioramento soprattutto se l’economia italiana darà segnali positivi e se i venditori, soprattutto coloro che sono ancorati ad una visione di mercato che non è più quella attuale, inizieranno a ribassare i prezzi.

Occorre però precisare che in questo scenario si aprono delle opportunità di acquisto: il calo delle quotazioni che si è avuto nel 2012 e quello che ci sarà nel 2013 consentiranno a coloro che hanno il capitale, o che potranno ottenere un mutuo, un acquisto a prezzi molto vantaggiosi. E questo vale sia per coloro che sono all’acquisto della prima casa sia per chi dovrà fare un acquisto migliorativo.

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