Mercato immobiliare: nel IV trimestre 2012 il peggior crollo dal 2004 | Edilone.it

Mercato immobiliare: nel IV trimestre 2012 il peggior crollo dal 2004

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Prosegue senza soluzione di sosta il crollo del mercato immobiliare nazionale. Lo conferma l’Agenzia delle entrate, che ha reso disponibile la Nota sull’andamento del mercato immobiliare nel IV trimestre del 2012, insieme alla sintesi annua, a cura dell’Omi (Osservatorio del mercato immobiliare).

Nel 2012 le unità immobiliari compravendute in Italia sono state 993.339, circa 330mila unità in meno rispetto al 2011. Il calo è pari al -24,8% su base annua (2012 su 2011). Considerando solo il IV trimestre 2012, la variazione percentuale dell’intero settore è pari al -29,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta della contrazione maggiore, in termini di tasso tendenziale annuo, registrata dal 2004.

Nel secondo semestre 2012 scendono le quotazioni medie delle abitazioni nelle 12 più popolose, rispetto al semestre precedente, con l’unica eccezione di un lieve aumento riscontrato a Verona. Le quotazioni medie più elevate si registrano a Bologna, Roma e Firenze (oltre 3.000 euro a mq) seguite a breve distanza da Milano. Le quotazioni più basse si riscontrano nelle due maggiori città siciliane, Palermo e Catania.

Il dato negativo nazionale (-30,5%) registrato nel quarto trimestre 2012, è il prodotto di un analogo calo verificatosi in tutte le macro aree italiane: mentre al Centro e al Nord si perde rispettivamente il -31,9% e il -31,7% delle transazioni, al Sud la contrazione è del -27,4%. La perdita di volumi di compravendita di abitazioni è di simile entità sia nei capoluoghi (-25,1%) sia nei comuni minori (-26,1%).

In termini di quantità di transazioni effettuate, le 12 maggiori città italiane per popolazione subiscono nel IV trimestre 2012 un calo negativo in linea con il dato nazionale, pari al 25,2% di compravendite in meno. Unica eccezione riguarda il dato di Napoli che dopo tre trimestri di cali mostra un segnale di decisa crescita, +19,1%, un dato da mettere in relazione con la consistente dismissione del patrimonio immobiliare pubblico del Comune.

L’analisi Omi mette in luce anche il calo fortemente negativo nelle compravendite di abitazioni con mutuo ipotecario realizzate nel 2012, pari al -38,6% rispetto all’anno precedente. Il capitale complessivamente erogato ammonta a circa 19,6 miliardi di euro, ovvero quasi 15 miliardi di euro in meno rispetto a quanto concesso per i mutui accesi nel 2011, -42,8%. Anche la quota di abitazioni acquistate da persone fisiche con il ricorso al mutuo ipotecario è sensibilmente in calo, quasi -8% rispetto all’incidenza registrata nel 2011. In linea con l’aumento dei tassi di interesse, che si portano a un livello simile al 2006, la rata mensile iniziale subisce ancora nel 2012 un incremento di circa il 3% (+5,8% nel 2011 rispetto al 2010), superando così i 700 euro in termini di valore medio nazionale.

La spesa per l’acquisto di abitazioni, al netto degli oneri di transazione e delle relative imposte, nel 2012 è stata stimata complessivamente pari a 74,6 miliardi, in calo rispetto al 2011 di circa il 26%, che corrisponde a una perdita di oltre 26 miliardi di euro. Il valore medio di un’abitazione compravenduta nel secondo semestre 2012 è pari a circa 167 mila euro; questo valore supera i 220mila euro al Centro e risulta inferiore ai 120mila euro nelle Isole. In tutte le aree il valore medio è in diminuzione rispetto al precedente semestre.

Sul sito dell’Agenzia delle entrate sono disponibili i documenti complessivi relativi alla Nota trimestrale (IV trimestre 2012) con sintesi annua e le Quotazioni Omi per tutti i Comuni italiani relative al secondo semestre 2012.

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