La casa fai-da-te | Edilone.it

La casa fai-da-te

wpid-3251_costruzioni.jpg
image_pdf

E’ boom di cooperative di autocostruzione per combattere il caro-casa. La nuova tendenza per risparmiare è l’autocostruzione: un modo poco conosciuto, ma sempre più apprezzato a causa della crisi, ci si associa in cooperativa, si acquista un terreno, e poi, coordinati e guidati da professionisti, si imbracciano gli attrezzi del mestiere, si comprano i materiali, e si realizzano con il proprio lavoro le future dimore.

A quanto pare il metodo permette di risparmiare fino al 50% sul prezzo finale della casa, e consentirebbe a chi ha difficoltà economiche, o non riesce ad accedere ad un mutuo, di coronare il sogno di una casa di proprietà. “La fatica è enorme, e anche il sacrificio. Ma almeno lascerò una bella casa, e senza spendere una fortuna, a mia figlia. Che crescerà in una comunità in cui tutti si conoscono, perché hanno condiviso per due anni l’onere e la fatica di costruirsi la casa. Da soli”. Gianluigi Ravviso è un impiegato di 33 anni, da sei mesi è papà, e fino al 2008 non aveva mai impugnato una cazzuola o impastato la calce. Ora passa tutti i weekend, le ferie e i giorni liberi con elmetto di sicurezza e guanti da lavoro, a costruirsi la casa con le sue mani. Ma non proprio “da solo”.

Fa parte di una cooperativa di autocostruzione, attiva da a San Giovanni in Marignano, nel riminese. In Italia sono quasi 300 le famiglie che l’hanno già fatto o lo stanno facendo, riunite in più di 60 cooperative. Soprattutto in Lombardia e Emilia-Romagna. Ma anche in Umbria e nel Lazio. E il modello, nato nel Nord Europa, prende piede anche nelle istituzioni, che negli ultimi anni hanno iniziato a rendere disponibili per questo tipo di attività, attraverso bandi di concorso, territori destinati all’edilizia popolare. E a fornire fondi per incentivare questa pratica.

Una delle ultime, in ordine di tempo, è stata la Provincia di Parma, che ha realizzato un piano sperimentale per 48 nuovi alloggi, finanziati per 400 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna. “La prima volta che dovevo tirare su un muro credevo fosse una missione impossibile – racconta Gianluigi – ma per fortuna, anche se sono un colletto bianco, sono stato scout: un pò di capacità manuali le ho persino io!”, scherza.

“Da quando l’economia va male c’é ancora più interesse intorno a questo modello – racconta Graziano Bardeggi, 40 anni e due figli, un altro dei soci della cooperativa “Aria” – alcuni dei nostri soci sono cassintegrati o in ferie forzate. E allora colgono l’occasione per dedicarsi all’attività di costruzione”. Ogni nucleo familiare associato dedica circa 500 ore all’anno al cantiere. E s’impegna al massimo su ogni dettaglio: l’assegnazione delle case avviene solo alla fine, così nessuno sa se sta lavorando proprio all’abitazione dove andrà a vivere.

Nelle cooperative di autocostruzione, comunque, l’attività non è lasciata al caso: il capo cantiere è un professionista regolarmente stipendiato, e i futuri proprietari sono formati e guidati da specialisti (architetti, geometri, tecnici), che poi provvedono a certificare gli impianti. E le case non sono per nulla arrangiate: solo per fare un esempio, le 18 villette a schiera, da 140 mq ciascuna, a cui stanno lavorando i soci della cooperativa “Aria”, di cui Gianluigi è anche vicepresidente, saranno tutte di classe A+. Ovvero, con il massimo livello di risparmio energetico.

“Con l’autocostruzione si risparmia quattro volte – spiega Gianpietro Bonomi, presidente della cooperativa – sul costo del terreno, che ci è stato assegnato con regolare bando dal Comune a un prezzo inferiore a quello di mercato; sulla manodopera, perché facciamo praticamente tutto da soli; sui materiali, perché assieme possiamo ottenere sconti sulle grandi quantità; e poi perché non ci sono ricarichi, nessuno ci deve guadagnare. Noi prevediamo – conclude – di chiudere il cantiere entro la prossima estate, con un costo di 1.000 euro al metro quadro”.

E l’autocostruzione può diventare anche un’occasione per favorire l’integrazione e creare comunità. A volte, anche miste italiani-immigrati. Come avviene nei quattro cantieri, per complessivi 117 alloggi, attualmente attivi in Umbria, e gestiti dalla cooperativa ‘Alisei’. “Dei nostri circa cento soci, 46 sono italiani; gli altri arrivano da più di 19 Paesi – racconta la presidente della coop, Carla Barbarella – il nostro obiettivo é sempre stato quello di favorire chi non potrebbe accedere altrimenti al mercato del credito”.

Fonte: Ansa

Copyright © - Riproduzione riservata
La casa fai-da-te Edilone.it