Iva e immobili: le novità introdotte dall'emendamento al decreto Bersani | Edilone.it

Iva e immobili: le novità introdotte dall’emendamento al decreto Bersani

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Depositato il18 luglio in Senato, dal Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, un emendamento del pacchetto “Cittadino-consumatore” approvato lo scorso 30 giugno. L’emendamento contiene, oltre alle novità conseguenti all’intesa con i tassisti, nuove norme che regolano l’Iva sugli immobili.
Il provvedimento, pur confermando l’obiettivo di evitare elusioni ed evasioni di imposta nelle girandole di compravendite immobiliari, cambia il sistema.

Per quanto riguarda in particolare il settore degli immobili, a seguito delle principali disposizione contenute nell’emendamento del Governo al decreto Bersani, viene anzitutto eliminato il regime retroattivo dell’IVA cioè l’obbligo di restituire l’Iva già detratta in passato: effetto accusato di sconvolgere l’attività degli operatori.

Introdotta invece la distinzione in due regimi per immobili e abitazioni strumentali e un doppio binario per questi ultimi, con la possibilità di scegliere tra imposta di registro e Iva. In questo secondo caso, scatterebbe un’imposta aggiuntiva tra l’1 e il 3 per cento.

Il testo sottopone la compravendita di immobili ad una imposta ipotecaria e catastale del 4% e prevede l’applicazione di una imposta di registro fissa a 168 euro. Le società possono comunque decidere per l’assoggettamento o meno all’Iva.

Per i fondi immobiliari la percentuale del 4% viene dimezzata al 2%. In caso di affitto di immobili per uso strumentale, l’opzione per il regime Iva comporta l’applicazione di un’imposta proporzionale pari all’1% del valore dell’affitto. Rispetto agli immobili dei costruttori, viene abbassato da cinque a quattro anni il termine entro il quale la cessione dell’immobile può essere assoggettata ad Iva.

Nessun cambiamento rispetto al testo originale del decreto, invece, per gli immobili ad uso abitativo.

Il tema degli immobili è stato talmente al centro di critiche, da indurre il viceministro dell’economia a riconoscere la necessità di cambiamenti. Le principali critiche hanno riguardato le ripercussione avute sul mercato azionario degli immobili (l’indice di settore ha perso il 7,6% nella settimana dell’entrata in vigore) sotto forma di un crollo delle quotazioni delle società di gestione e dei fondi immobiliari.

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