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Intesa Governo-Regioni su Piano Casa: linee guida

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Il Consiglio dei Ministri riunitosi l’1 aprile  a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi e del Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta, ha definito le linee su cui si muoverà l’intervento congiunto dello Stato, delle Regioni e dei Comuni sulla questione del piano-casa.

In considerazione della materia e della competenza dei singoli livelli di governo, è stata raggiunta in sede di Conferenza unificata un’intesa fra Governo ed enti territoriali che il Consiglio ha collegialmente condiviso nella riunione odierna a seguito di un’ampia relazione del Presidente Berlusconi e del Ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, che ne hanno guidato i lavori.

Il governo ha raggiunto ieri a Palazzo Chigi  un’intesa con le Regioni sulle linee guida su cui si muoverà l’intervento congiunto dello Stato, delle Regioni e dei Comuni sulla questione del piano-casa.  Sono previsti aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni, mentre i centri storici e le aree protette non verranno toccate. Non sarà possibile ampliare neanche le abitazioni abusive e quelle di condomini. Sarà invece possibile ampliare le villette a schiera con giardino, in quanto considerate case mono-familiari. Quindi c’è la possibilità dell’ampliamento per ville mono e bi-familiari se l’intervento non compromette l’estetica. Le conclusioni sono state divulgate da un’ampia relazione del Presidente Berlusconi e del Ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, che ne hanno guidato i lavori.

Il presidente del Consiglio ha sottolineato che il confronto con le Regioni ha consentito di riportare il progetto “all’idea originaria” e, quindi, “le famiglie potranno aumentare del 20% la volumetria” delle case mono e bifamiliari. Da notare che il governo confida nella rapida approvazione delle leggi regionali. Se ci saranno regioni inadempienti, il governo utilizzerà i propri poteri sostitutivi, anche emanando decreti legge.

Il governo è già a lavoro sul decreto legge che semplificherà le procedure dell’attività edilizia: si pensa ad un massimo di dieci giorni.
Le leggi regionali per il rilancio dell’edilizia avranno, invece, 18 mesi di validità. Se le Regioni non dovessero legiferare entro 90 giorni “scatta il potere sostitutivo  per evitare – secondo quanto detto dal ministro  Fitto – realtà a macchia di leopardo”.
I  principali interventi  delle leggi regionali che i governatori s’impegnano a varare,  entro 90 giorni, dovranno riguardare ampliamenti del 20% degli edifici uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai mille metri cubi. Premi di cubatura del 35% in caso di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia. Ma i tetti nazionali si potranno anche superare. L’intesa sottoscritta con il governo prevede che intervenga un commissario ad acta con poteri sostitutivi qualora le Regioni non legiferino. “Le Regioni – si legge nel testo – si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: regolamentare interventi – che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni – al fine di migliorare anche la qualità architettonica ed energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell’efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l’autonomia legislativa.

La strategia sull’edilizia del governo non dovrebbe fermarsi qui giacché si pensa  «Questo- specifica Berlusconi – più che un piano casa, è un piano famiglia per chi vuole ampliare la propria abitazione. Ora metteremo a punto un piano casa importante, sempre in collaborazione con le Regioni. Si tratta di realizzare nei capoluoghi di provincia insediamenti urbanistici nuovi per chi la casa ancora non ce l’ha».

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