In Italia, in 10 anni, costruiti 402.676 edifici abusivi | Edilone.it

In Italia, in 10 anni, costruiti 402.676 edifici abusivi

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La politica dei condoni e l’assoluta mancanza di repressione abusiva in Italia, secondo Legambiente, avrebbero contribuito a rendere ancora di più l’Italia un Paese soggetto a disastri naturali. Secondo le stime dell’associazione ambientalista, la semplice attesa del condono edilizio, porterebbe alla impennata delle costruzioni abusive: nel 2003 sono state realizzate ben 40.000 costruzioni abusive: 29 mila nuovi immobili e 11 mila trasformazioni d’uso rilevanti, contro le circa 30.821 mila del 2002 (con 25 mila nuovi immobili abusivi e 6 mila trasformazioni) e le 28.276 del 2001, quando le nuove case abusive erano state 22 mila e le trasformazioni rilevanti erano stimate dal Cresme sempre a quota 6 mila.

In due anni, da quando si sono diffusi i primi “annunci” del terzo condono edilizio, il mattone selvaggio ha registrato un’impennata di oltre il 40% con una superficie equivalente di cemento illegale che si è abbattuta sul territorio italiano di circa 5,4 milioni di metri quadrati, nel solo 2003, per un valore immobiliare stimabile in oltre 2,7 miliardi di euro.

L’abusivismo analizzato nel 2004 si concentra, nel 70% dei casi, in aree a bassa densità abitativa, punta sul mercato delle seconde case, anche di prestigio, sceglie con decisione la strada delle cosiddette “trasformazioni pesanti” (dalla stalla alla villa, per intenderci, magari con piscina), che quasi raddoppiano in un anno, passando dalle 6 mila stimate nel 2002 alle 11 mila del 2003. La stima della produzione abusiva di edilizia destinata ad usi abitativi, è effettuata sulla base di più fonti informative: i dati censuari dell’Istat; i sistemi informativi sulla nuova produzione edilizia del Cresme; l’attività comunale di rilascio delle concessioni per edificare; un panel di responsabili di Uffici comunali competenti in materia di abusi edilizi; i nuovi  allacci elettrici; le indagini specifiche del Cresme su singoli territori.

Come dimostrano, in maniera inequivocabile, le stime del Cresme, infatti, l’abusivismo edilizio in Italia era, fino al 2001, in costante flessione. A pagare il prezzo più alto sono state, come sempre, le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), dove si concentra circa il 55% delle nuove costruzioni abusive.

“Il recente condono edilizio aveva il fine esplicito di far diventare legali quelle 362 mila costruzioni abusive fatte dal 1994 al 2002 e spesso, soprattutto nel mezzogiorno, edificate dalla criminalità organizzata – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente –. Oltre a stimolare un deterioramento dell’idea di legalità in Italia, oltre a degradare il paesaggio, oltre a fare carta straccia di vincoli e piani regolatori, oltre a essere un regalo alle ecomafie ci sono altre due conseguenze evidenti: ingenerare la convinzione negli abusivi che il rischio di ripristino della legalità per gli edifici fuorilegge in Italia sia davvero minimo e sospingere verso l’alto il mercato dell’illegalità.

La rivolta delle regioni e di tanti sindaci alle sanatorie dell’abusivismo, dimostra che questi condoni piacciono solo a chi li ha varati, agli abusivi e alla criminalità organizzata che ha ormai inserito il ciclo del cemento tra i suoi business principali. Tutti gli altri, dagli amministratori a Confindustria e ai costruttori edili, dagli ingegneri, agli urbanisti, sino a quella stragrande maggioranza di italiani onesti che la casa l’hanno costruita o acquistata rispettando la legge, li accolgono per quello che sono: danni enormi per il territorio di cui le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Danni anche per la legalità e per l’economia, destinati a ripetersi con il Piano Casa: quanto inciderà infatti questo nuovo provvedimento sull’abusivismo?”.

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