Imu e rivalutazione catastale del 60%: la manovra infierisce sull'immobiliare e sull'edilizia | Edilone.it

Imu e rivalutazione catastale del 60%: la manovra infierisce sull’immobiliare e sull’edilizia

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Con la manovra presentata dal governo Monti, sottoforma di Imu, ritorna la tassa Ici sulla prima casa, che per un’abitazione di media grandezza in una zona non di particolare pregio di una grande città, sarebbe pari a 400 euro per famiglia. Non solo, ma la rivalutazione del 60% dei valori catastali prevista rendono il capitolo immobiliare insieme a quello pensionistico quelli che peseranno maggiormente sull’economia delle famiglie italiane.

Stando ai dati dell’Agenzia del Territorio, l’80% delle famiglie in Italia possiede una casa, il 66% sono abitazioni principali, il 15% proprietà a disposizione, il 9% è costituito da case in affitto e il 2% da case di proprietà date in comodato d’uso a parenti.    

L’aliquota conteggiata sulla prima casa è dello 0,4% con una variabilità in positivo o negativo di 0,2 punti. Se, però, si possiede una sola casa di abitazione si calcola una deduzione di 200 euro.

A riguardo si esprime il Presidente Aniem, l’Associazione delle pmi edili della Confapi, Dino Piacentini, secondo il quale l’ex-Ici e attuale Imu “determinerebbe un ulteriore aggravio sul sistema dell’edilizia così già fortemente in crisi”. Secondo Piacentini, le anticipazioni sulle nuove misure finanziarie sembrano concentrare sul bene “immobiliare” l’attenzione del nuovo Governo.

Soprattutto l’Ici che grava sui beni immobili invenduti delle imprese italiane, ha da sempre determinato un paradosso paragonabile a chiedere il “bollo” per le auto poste nei piazzali dei concessionari. Una possibile soluzione potrebbe essere la riduzione del carico fiscale nel triennio successivo alla fine dei lavori sugli immobili che sono in attesa di essere venduti.

“Un’eventuale rimodulazione delle rendite catastali o un previsto inasprimento della tassazione immobiliare, pur restando valida nell’ottica di un progressivo trasferimento della tassazione dal lavoro alla proprietà, frenerebbe ulteriormente la ripresa del settore delle costruzioni” aggiunge Piacentini.

Occorrerebbe valutare attentamente l’ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione dell’imposizione, evitando il perpetuarsi di un tendenza che individua nel bene immobiliare il primo e più agevole obiettivo da colpire.

C.C.

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