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Immobiliare: in calo compravendite e prezzi

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Un mercato indebolito dal calo delle compravendite e dalla diminuzione dei prezzi delle case, mentre crescono gli incarichi a vendere agli operatori del settore. Sono questi alcuni dati contenuti nel Sondaggio congiunturale del 2011 sul mercato delle abitazioni in Italia, realizzato grazie alla collaborazione tra Banca d’Italia, Agenzia del Territorio e Tecnoborsa.

Tra il 5 e il 29 aprile di quest’anno sono stati intervistati 1.452 agenti immobiliari, che hanno fornito informazioni sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento gennaio-marzo 2011, oltre che sulle prospettive del settore.

La quota di agenzie che nei primi tre mesi dell’anno hanno venduto almeno un immobile si è collocata al 69,3%, 6 punti in meno rispetto alla precedente indagine. La flessione è risultata particolarmente pronunciata nelle regioni del Centro e, in misura minore, in quelle del Meridione.

Altro dato negativo è rappresentato dalla tendenza al ribasso dei prezzi di mercato, confermato sul 12%. La quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi è aumentata dal 40 al 44,2 per cento della precedente indagine, mentre l’incidenza di coloro che indicano un aumento delle quotazioni è diminuita lievemente.

Ne deriva quindi un peggioramento del saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” (−42,6 punti contro −38 nel quarto trimestre del 2010). L’intensificarsi delle valutazioni negative è stato particolarmente pronunciato nelle regioni del Centro e del Sud. Per quanto riguarda i tempi medi per la conclusione delle transazioni immobiliari, dal Sondaggio emerge che si sono attestati su valori di poco superiori ai sette mesi.

Appaiono invece in crescita gli incarichi a vendere: il saldo tra risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze di incarichi a vendere è salito da 16,6 a 25,8 punti percentuali, principalmente perché è salita la percentuale di operatori che giudicano in aumento il numero di incarichi ancora da evadere. Circa l’andamento dei nuovi incarichi, il saldo tra le agenzie che segnalano un aumento e quelle che segnalano una diminuzione rispetto al 2010 si è ampliato da 15,7 a 20,8 punti percentuali, quasi esclusivamente per effetto dell’incremento nelle aree non urbane.

Interrogati sulle prospettive del settore, gli agenti immobiliari segnalano cautela nelle attese, sia nel breve che nel medio periodo. La quota di agenti che riportano un miglioramento delle prospettive a breve del mercato nazionale è scesa dal 16,2 al 10,7 per cento. Il divario negativo fra giudizi favorevoli e sfavorevoli si è pertanto ampliato, portandosi a circa 13 punti percentuali dai 5 di gennaio.

Anche il quadro per i prossimi due anni si è fatto più incerto, pur mantenendosi complessivamente positivo: il saldo tra le attese di miglioramento e peggioramento si è ridotto di circa 15 punti percentuali rispetto alla precedente indagine, collocandosi a 31 punti.

O.O.

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