Immobiliare: è l'acquirente che farà la differenza | Edilone.it

Immobiliare: è l’acquirente che farà la differenza

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Tutti gli studi di settore sostengono che i prezzi hanno smesso di correre e i tempi di vendita si sono allungati, ma qual è l’effettiva fase di vita che attraversa l’immobiliare, tra maturità e decrescita? Alcuni protagonisti del real estate italiano, invitati ad un forum a Milano organizzato dall’associazione Assimpredil-Ance, si sono confrontati sul tema.

Se per Claudio De Albertis, presidente dei costruttori milanesi ”le prospettive sul medio periodo sono dubbiose e non tanto per la crisi americana dei mutui subprime ma per l’innalzamento dei tassi”, a stemperare questo velato pessimismo ci ha pensato il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, con una semplice comparazione degli indici.
Negli ultimi 12 mesi, mentre il Mib 30 lasciava sul terreno il 6,46%, l’indice redatto da Scenari Immobiliari ha registrato per il settore del mattone un +3,12% (+2,41% solo per il comparto residenziale) e anche sul fronte strettamente finanziario si registra un’analoga situazione: i fondi immobiliari retail hanno guadagnato l’8,81% mentre i fondi mobiliari (Indice Fideuram) sono cresciuti di appena l’1,3%.
Ma c’è di più: dall’ultimo bollettino della Banca Centrale Europea il capitolo dedicato al real estate constata che ”in una prospettiva storica (nell’ultimo decennio) la crescita media, in termini reali, non risulta particolarmente anomala”.
Dunque la festa non è finita, semplicemente perchè non sarebbe mai cominciata? Se è vero che gli anni del boom del mattone italiano, appaiono più miagolanti che ruggenti rispetto all’andamento di altri mercati europei, come quello spagnolo o inglese, resta vero che l’ultimo decennio ha rappresentato per tutti gli operatori una lunga stagione di grazia.
”La festa – ha ammesso Giancarlo Scotti, ad di Generali Properties Asset Management – non ha riguardato solo il comparto immobiliare, ma qualunque attivo del mondo finanziario. E oggi la festa è senz’altro finita”. Dopo un’epoca in cui qualunque tipo di offerta immobiliare risultava appetibile, l’innalzamento dei tassi di interesse ha reso più selettiva la domanda, qualunque sia la sua disponibilità di spesa.

”La differenza oggi la fa l’acquirente – ha spiegato Ugo Giordano, ad di Gabetti Property Solutions – ma questo non significa necessariamente che sia un male. Anni di crescita indiscriminata hanno impedito lo sviluppo di una logica di investimento. Oggi il mercato si fa più selettivo”. Del resto, lo stesso Breglia, pur convinto della necessità di relativizzare un pessimismo che ormai sembra diffuso tra gli operatori, ha riconosciuto che ”nel medio periodo non ci sono attese di rivalutazioni forti” e i segni di una difficoltà del mercato non mancano.
Sul fronte finanziario, le società di investimento quotate hanno perso nell’ultimo anno il 42% e la fascia bassa del mercato residenziale ha subito nell’ultimo semestre del 2007 un ”crollo verticalè”. In particolare la quota di mercato rappresentata da acquirenti extracomunitari in sei mesi ha registrato un arretramento del 6,5%.
”Che fare allora perchè la festa continui? – si è domandato Breglia davanti alla platea dei costruttori milanesi – Occorre tornare al lavoro delle costruzioni e intervenire su quanto è già costruito seguendo il percorso della valorizzazione. Alla fine di ogni festa, c’è pero’ sempre qualcuno che continua a divertirsi. E con questa metafora Giulio Rolandino, responsabile Real Estate di Mediobanca, ha infuso ai costruttori milanesi l’ultima ventata di ottimismo. ”Mai come nell’ultimo anno – ha assicurato Rolandino – abbiamo notato tanta curiosità verso il mercato italiano da parte di operatori internazionali”.

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