Il valore degli immobili e' crollato fino al 22% dal 2008 a oggi | Edilone.it

Il valore degli immobili e’ crollato fino al 22% dal 2008 a oggi

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Il crollo dei valori del mercato immobiliare non dà segni di arresto. Ragionando sull’arco di tempo che va dal 2008 a oggi, si arriva a perdite del 22,3% per le abitazioni del sud Italia, del 19,9% al Centro e del 19,4% al Nord. A sottolinearlo è l’ultima analisi sulla variazione dei prezzi dal 2008 a oggi dell’Ufficio Studi Tecnocasa.

Nel 2008 la diminuzione dei prezzi è stata uniforme tra Nord e Sud, mentre il Centro ha accusato un calo più sensibile. Nel primo semestre del 2008 per la prima volta iniziano a diminuire i prezzi anche al Sud, mentre nelle altre realtà geografiche la contrazione era già iniziata nel 2007, anno che segna l’inversione del trend di crescita iniziato nel 1998. Le compravendite passano da 806 mila a 687 mila (-15%).

Il 2009 vede una performance simile tra Nord e Sud. Il Centro invece segna una diminuzione di prezzi meno forte avendo registrato nell’anno precedente una contrazione maggiore. Nel Sud Italia la disoccupazione e la presenza di molti lavori a termine contribuiscono alla diminuzione della capacità di spesa dei potenziali acquirenti e di conseguenza alla diminuzione dei prezzi degli immobili. Iniziano ad aumentare i tempi di vendita a causa del gap esistente tra domanda ed offerta.

Nel 2010 il comportamento del mercato immobiliare tra le diverse aree geografiche inizia ad uniformarsi, infatti le variazioni percentuali dei prezzi sono abbastanza simili. Nel 2011 la contrazione dei valori al Nord inizia a diminuire. Al Sud ci sono più realtà che iniziano ad avere diminuzioni di prezzi a due cifre, come ad esempio le città di Caserta, Cosenza, Campobasso ed Enna.

Nel 2012 si toccano le diminuzioni di prezzo più elevate da quando il ciclo discendente ha avuto inizio. La distanza tra le richieste dei proprietari e la capacità di spesa dei potenziali acquirenti aumenta sempre più e di conseguenza i prezzi immobiliari diminuiscono ancora. A registrare le contrazioni di valore più forti, sono ancora le abitazioni del Sud Italia. Il dato è confermato anche per quanto riguarda il primo semestre del 2013, con un ribasso più forte nelle regioni del Centro.

Oggi, sottolinea Tecnocasa, si vedono i primi segnali di ripresa testimoniati dalla ritornata voglia di acquistare la casa, c’è una maggiore propensione dei venditori ad abbassare i prezzi e la domanda di immobili ad uso investimento ha sostanzialmente tenuto nonostante la vecchia Imu.  

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