Firmato patto d'intesa tra associazioni costruttori per il Piano Casa | Edilone.it

Firmato patto d’intesa tra associazioni costruttori per il Piano Casa

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Il protocollo d’intesa tra le associazioni degli operatori del settore delle costruzioni e dell’edilizia abitativa firmato lo scorso 17 settembre sancisce l’impegno a svolgere per il piano casa un ruolo di interlocutori privilegiati con governo, regioni ed enti locali. Le associazioni hanno messo a disposizione la propria rete imprenditoriale per assicurare la realizzazione del piano casa e il conseguimento dei suoi obiettivi.

L’annuncio è stato emesso da Ance, Ancab-Legacoop, Ancpl-Legacoop, Federabitazione Confcooperative, Agci-Abitazione, Aniem, Federlavoro e Servizi-Confcooperative, riuniti nella sede dell’Associazione nazionale dei costruttori.

Il piano casa del Governo potrebbe, infatti, attivare risorse per 17 miliardi, tra fondi pubblici e apporti di vari operatori, dalle fondazioni alle assicurazioni, dai fondi immobiliari alle imprese alle cooperative. Ne potrebbe derivare la realizzazione anche di 100mila alloggi, di cui un terzo destinato a una fascia di futuri inquilini o proprietari di reddito medio-basso.

Le stime provengono dall’Ance che le ha presentate insieme ai partner con i quali ha recentemente sottoscritto il patto per la realizzazione del piano casa, cioè cooperative, sia di produzione che di abitazione e imprese artigiane. Partner con i quali darà vita anche a una fondazione e con cui si prepara ad avviare un dialogo con l’associazione dei Comuni (Anci).

Buzzetti ha sottolineato l’importanza della collaborazione di Comuni ed Enti Locali al progetto, tale da garantire concretezza al progetto. Il presidente dell’Ance, che ha annunciato l’intenzione delle associazioni dei costruttori di voler istituire una Fondazione che accoglierà i vari protagonisti dell’edilizia, ha fatto sapere che incontreranno nei prossimi giorni l’Anci proprio per dar vita alla collaborazione con i Comuni ”fondamentale” per la realizzazione del Piano.

I costruttori vorrebbero disporre del ”60% degli alloggi destinati all’edilizia libera, mentre, il 40% della totalità delle case previste dal Piano Casa verrebbe destinata all’edilizia agevolata”, ha spiegato Buzzetti.

Per quanto riguarda le stime del piano, rivolto all’incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo e destinato (con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati) alle categorie sociali con disagio abitativo, la ”potenzialità” che riguarda la realizzazione degli alloggi può partire da ”20 mila alloggi fino a 100/110 mila case” a patto che vengano mantenute determinate condizioni, ha sottolineato l’Ance.

Il Sistema integrato di Fondi immobiliari (Sif) che dovrà finanziare il piano casa avrà, secondo le stime dei costruttori, una disponibilità iniziale di 1 miliardo di euro (250 milioni dalle Fondazioni bancarie, 150 dal cofinanziamento statale e 600 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti-CDP), che potrebbe salire a 3 miliardi e 300 grazie al fondo istituito presso il ministero (700 milioni per l’edilizia sociale) e al cofinanziamento privato (1.600).

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