Fiera Internazionale delle costruzioni in Cina: paese tra grandi realizzazioni e vecchie tragedie | Edilone.it

Fiera Internazionale delle costruzioni in Cina: paese tra grandi realizzazioni e vecchie tragedie

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23-26/05/2006, si terrà a Shanghai, presso il Shanghai New International Expo Center, la International Building & Construction Trade Fair 2006 – IBCTF2006- e laWinTec China 2006 – Window, Door & Roof China 2006, esposizioni internazionali del settore dell’edilizia.
Per informazioni:
www.wes-expo.com.cn

Ancora la Cina al centro dell’attualità dei nostri giorni, un po’ in bilico tra grandi eventi e ed opere d’ingegneria civile ma anche di vecchie tragedie.

Solo il 20 maggio scorso si è conclusa la costruzione della più grande diga del mondo, quella delle Tre Gole. La più imponente opera tra le infrastrutture nella storia dell’umanità, costata 23 miliardi di dollari, (il 20% in meno rispetto a quanto preventivato nel 1993 quando fu posata la prima pietra del progetto), che ha richiesto quasi 90anni di lavoro.
Un’imponente costruzione che si erge su 185 metri di altezza, 2,3 chilometri di lunghezza ed ha occupato più di 10mila operai nei lavori di una diga che riuscirà ad imbrigliare lo Yangtze, il fiume che nasce sugli altipiani del Tibet, attraversa la Cina per oltre 6mila chilometri, e si tuffa in mare all’altezza di Shanghai.
Le navi potranno risalire il fiume e si produrrà energia idroelettrica per una potenza installata di circa 85 miliardi di kilowattora l’anno.
Certo la diga delle Tre Gole ha infranto anche un altro record: la maggiore deportazione organizzata mai vista prima dal genere umano. Finora 1.120.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case per una nuova sistemazione ed altri 80mila abitanti dovranno dire addio ai loro villaggi per trasferirsi altrove, entro il 2008, quando l’acqua raggiungerà il livello massimo di 175 metri.
Bisognera’ comunque attendere altri due anni affinchè l’impianto per produrre energia e tenere sotto controllo il corso dello Yangtze (Fiume Azzurro) sia completamente operativo.

La realizzazione di questa diga non raccoglie il consenso delle associazioni ambientaliste che per quindici anni si sono opposte al suo progetto, nè quello di diversi esponenti della comunità scientifica internazionale.
Entrambi i soggetti dissentiscono. Contestano i numeri, sostenendo che il costo effettivo dell’opera sarebbe almeno il doppio rispetto a quanto annunciato dal Governo, e che le persone “spostate” dalla loro localizzazione originaria sarebbero qualche centinaio di migliaia in più rispetto ai dati ufficiali. Essi paventano un’apocalisse ecologica prossima ventura scatenata da una serie di problemi contingenti.
Le necessità dello sviluppo economico e la fame di energia della nuova potenza industriale cinese sembrano però valere per il governo cinese questi rischi, ivi compreso quello di un disastro ambientale e per il governo cinese, la diga e’ un’ emblematica dimostrazione di quello che i cinesi possono realizzare.

Intanto è di ieri la notizia secondo la quale almeno 57 minatori sarebbero intrappolati dal fine settimana in una miniera inondata nella Cina settentrionale. La gallerie della Xinjing Coal Mine della contea di Zuoyun, nella provincia dello Shanxi, sono state inondate nel fine settimana e nove manager della miniera sono stati arrestati per non aver rispettato le più elementari misure di sicurezza. Una squadra di soccorso composta di circa 200 persone sarebbe sul posto scavando nel tentativo di raggiungerli.
Le miniere cinesi sono le più pericolose del mondo, con circa 6.000 vittime all’anno, a causa di inondazioni, incendi ed esplosioni.

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