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Edilizia: il 18° rapporto congiunturale

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E’ stato presentato nell’ambito del Construction day, a Verona, il rapporto annuale realizzato dal CRESME, l’istituto leader nell’analisi del mercato dell’edilizia.

Il Piano Casa è una delle operazioni che potranno dare un contributo alla ripresa del settore: la partita è importante e il Veneto sta andando meglio di tutte le altre Regioni e nel 2011 si registrerà una sia pur minima crescita del settore, stimabile attorno all’1%.

Tra gli altri dati rilevati: il peggioramento della stima relativa al 2010 rispetto a quanto previsto alla fine del 2009, passata da un -2,8% a un -5,9%, e la contrazione della crescita preventivata nel 2011 da +1,6% a +0,9%.

Secondo il Cresme, le imprese dovrebbero internazionalizzarsi, crescere di dimensioni ed essere in grado di competere fuori dal nostro Paese perchè quelli sono, soprattutto Asia e Sud America, i mercati in espansione e crescita per i prossimi anni.

Il Cresme sottolinea anche il ruolo delicato che ha il mercato delle opere pubbliche in Italia: “In questo momento, il peso del debito pubblico ha fatto si che il ruolo tradizionale dello Stato e del pubblico come sostegno dell’economia nella fase di difficoltà non ci sia stato – ragiona il direttore del Cresme Bellicini – anzi, dal 2005 ad oggi, cioè da quando cominciavano ad arrivare gli elementi di crisi, la spesa per le opere pubbliche è andata annualmente e continuamente riducendosi. E anche il comparto delle grandi opere, che era stato salvaguardato nella politica di spesa, per i problemi di bilancio ha visto operare uno slittamento, anno dopo anno, delle risorse. E’ importante in questo momento che almeno questo livello di investimento non diminuisca ulteriormente ma si mantenga e che un po’ dei programmi che sono stati avviati vengano fatti partire.”

Sul fronte del mercato immobiliare residenziale, rileva il Cresme, si segnala la previsione positiva per il 2010, con una crescita delle compravendite del 2,4%, e un’ulteriore riduzione dei prezzi che porta il valore medio delle abitazioni in Italia ridotto del 17,2% e del 18,7% nelle città capoluogo.

Chi salva il mercato delle costruzioni è ancora una volta il settore del recupero e delle manutenzioni straordinarie, aiutato anche dagli incentivi fiscali varati dal governo. Gli investimenti in questa tipologia di interventi crescono del 2,4-2,5% l’anno e il Cresme immagina che in futuro possano stabilizzarsi attorno a un 2% l’anno.

Insomma il quadro emerso non è stato dei più rosei, anzi, stando ai dati, il 2009 è stato per il mercato delle costruzioni l’anno peggiore dal secondo dopoguerra. Ma la ricetta anticrisi esiste: innovazione tecnologica, risparmio energetico e partnerariato pubblico e privato.

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