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Edifici bugiardi

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La struttura progetta da Foster è sviluppata intorno a tre corti, corrispondenti ad altrettante aree disciplinari: economia, arte, tecnologia avrebbe dovuto fungere da modello per le future costruzioni accademiche britanniche e non solo. Tutte le aule erano rese “comunicanti” dalla trasparenza dell’edificio, sempre luminoso. Inoltre avrebbe dovuto essere in grado di ridurre la perdita di calore in inverno attraverso la sua facciata unica a doppio strato esterno. Era stato considerato edificio simbolo di democrazia, flessibilità, modernità, osannato da esponenti del mondo dell’arte e dell’architettura.

Qualche giorno fa però le rivelazioni della direttrice dell’istituto, Sam Elms, e di altri impiegati dell’edificio, hanno distrutto questa immagine quasi idilliaca del complesso di Foster. La scuola ha dovuto infatti sostenere diversi costi di manutenzione, considerati troppo alti: 500.000 £, che potrebbero diventare £ 850.000 il prossimo anno. Tra questi 15.000 £ ogni anno sono investiti per spogliatoi temporanei, dato che la struttura ne prevedeva appena due per 1.350 alunni; inoltre sono stati riscontrati problemi alle caldaie e difetti di depurazione. Parte della vernice dell’edificio è già venuta via e il tetto…perde acqua, causando rigonfiamenti al pavimento. Le costosissime finiture (rubinetti, maniglie e quant’altro) sono in gran parte anche queste andate rotte e la lista di “infortuni” sembra non essere ancora finita.

La Elms lo ha definito un incubo, forse qualche critico si ravvederà. Per il momento forse è meglio considerare la questione come un episodio per riflettere sulla necessità di valutare a fondo, in fase di progettazione, il futuro utilizzo di un edificio dando più peso alla scelta dei materiali.

di A.U.

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