Decreto Visco-Bersani e società immobiliari | Edilone.it

Decreto Visco-Bersani e società immobiliari

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Le norme della manovra correttiva che avevano modificato la tassazione del settore immobiliare subiranno delle modifiche. Lo afferma un comunicato del viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, in cui si legge che il governo, sulla base delle nuove informazioni raccolte, ha deciso di apportare alcune modifiche su alcuni aspetti del provvedimento, in particolare nel settore immobililare. Nella nota, nessun dettaglio sulle decisioni prese.

Nei giorni scorsi, a seguito della nuova tassazione Iva introdotta per le società che operano nel settore immobiliare, è stata registrato un calo del valore dei titoli delle società immobiliari quotate in Borsa. Secondo i primi sommari calcoli il settore (leasing immobiliari e società immobiliari tout court) avrebbe subito una stangata da 30 miliardi di euro.
Questa stretta fiscale, che ha l’obiettivo di introdurre alcuni strumenti anti-elusione, allo stato prevede una serie di restrizioni per fare fronte alle speculazioni immobiliari. Il pacchetto Visco introduce l’obbligo di dichiarare negli atti di compravendita il valore reale della transazione oltre a quello catastale (sul quale fino ad oggi è stata calcolata l’imposta di compravendita) e di indicare le modalità di pagamento. Qualora il valore reale della transazione risulti difforme dalla verità, allora l’imposta verrà ricalcolata sull’intero ammontare del prezzo.
Nuova anche l’introduzione dell’obbligo di indicare negli atti notarili se vi è stato un corrispettivo per l’intermediazione di agenti immobiliari, a quanto ammonta e quale canale di pagamento è stato seguito, nonché i dati identificativi e fiscali degli intermediari immobiliari.

La disposizione del decreto, inoltre, uniforma il trattamento fiscale previsto nel caso di cessioni di immobili acquistati a titolo oneroso a quello in cui l’acquisizione è avvenuta per donazione, a condizione che il periodo di 5 anni, che rende imponibile la plusvalenza, decorra non dalla data dell’acquisizione a titolo gratuito, ma da quella di acquisto da parte del donante, facendo riferimento a quello sostenuto dal donante anche per il costo iniziale. La ratio della norma è quella di contrastare una possibile elusione.
Nel caso di immobili pervenuti attraverso una donazione, la normativa vigente prevede che la plusvalenza realizzata in occasione della loro vendita non sia imponibile.

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