Certificato antisismico obbligatorio nel nuovo testo del Piano casa | Edilone.it

Certificato antisismico obbligatorio nel nuovo testo del Piano casa

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Il  decreto legge al vaglio della conferenza Stato-Regioni ieri 29 aprile, se approvato, sarà già varato dal Governo  oggi giovedì 30. Il provvedimento di legge verte sull’obbligo del certificato antisismico per l’acquisto della casa. Se passerà, non sarà più possibile vendere immobili senza il certificato di collaudo statico che dimostri la sicurezza dell’edificio. Un obbligo che varrà per tutte le compravendite che hanno per oggetto beni immobili.

Sul Piano -casa, l’incontro tecnico della scorsa settimana Governo-Regioni ha lasciato aperte molte questioni sulle norme da semplificare. A cominciare proprio dalle regole antisismiche: l’Esecutivo vorrebbe, per ogni intervento, una dichiarazione del progettista (supportato da prove documentali) sul rispetto delle norme tecniche, ma le Regioni la giudicano un doppione rispetto alle autorizzazioni del Genio civile.

La stretta antisismica inciderà anche sul piano casa: la bozza del decreto ricorda che, per avere qualsiasi premio di cubatura, è necessario provare «documentalmente il rispetto delle norme antisismiche». Nelle zone a rischio qualsiasi ampliamento comporterà la messa in sicurezza di tutto l’edificio. Il decreto amplia l’area dell’edilizia libera, quella possibile senza denuncia di inizio attività: vi rientreranno la manutenzione straordinaria, le opere provvisorie e i pannelli solari. Incerta la sorte del cambio di destinazione d’uso. Sarà introdotto un anticipo di riforma urbanistica, con la perequazione, anche parziale, al posto degli espropri. L’attuale regime per gli interventi in aree vincolate sarà prorogato per tutto il 2010.

Nell’ambito delle nuove norme che dovrebbero costituire il ”piano casa”, potrebbe anche rientrare la previsione secondo cui questi contratti sarebbero «nulli» se non contenessero «gli estremi del certificato di collaudo statico». La sanzione della nullità significa, oltre che una notevole responsabilità dei professionisti coinvolti, l’inefficacia del contratto: vale a dire che esso è  da considerare come se non fosse mai stato stipulato e che l’edificio è da ritenere come mai uscito dalla sfera giuridica del cedente (e mai entrato in quella dell’acquirente). Resta da capire se la norma si applica in caso di nuove costruzioni e ricostruzioni posteriori a demolizione, od ogni qual volta, dall’esecuzione di un dato intervento edilizio (ad esempio, una ristrutturazione), discenda l’obbligo di dotarsi del certificato di agibilità, che presuppone il collaudo statico.

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