Catasto: respinto il ricorso Anci per il trasferimento ai Comuni | Edilone.it

Catasto: respinto il ricorso Anci per il trasferimento ai Comuni

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Con l’ordinanza n. 4474 dello scorso 26 agosto il Consiglio di Stato boccia, almeno al momento, il decentramento del catasto ai comuni ritenendo l’appello presentato dall’ANCI, da 315 comuni, 2 associazioni di comuni e una comunità montana, un problema di natura organizzativa. La richiesta era stata presentata dalle parti suddette per la sospensione degli effetti esecutivi della sentenza del Tar Lazio in data 15.5.2008 che aveva annullato il decreto del Presidente del Consiglio Prodi per il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni del 14.6.07 nonché il Protocollo di intesa tra l’Agenzia del territorio e l’Anci del 4.6.07.

Confedilizia aveva promosso il ricorso di primo grado che ha portato alla sentenza del Tar e nel quale erano intervenute le associazioni Aspesi, Assoutenti, Fiaip, Gesticond e Isivi. La Confedilizia e le stesse associazioni hanno resistito in giudizio avanti il Consiglio di Stato nei confronti dell’azione dell’Anci e dei Comuni. In questo giudizio avanti il Consiglio di Stato si è aggiunto alle stesse organizzazioni anche il Codacons.
Secondo quanto sostenuto da Confedilizia, le disposizioni recate dal decreto impugnato determinerebbero un improprio ed illegittimo trasferimento “a tutto campo” delle funzioni amministrative ai Comuni in materia di catasto, in aperto contrasto con la volontà legislativa di limitare il suddetto trasferimento ad alcune attività circoscritte alla partecipazione al processo di determinazione degli estimi catastali. L’avere attribuito ai Comuni il compito di definire l’aggiornamento della banca dati catastale sulla base delle proposte di parte, ovvero in conformità ad adempimenti d’ufficio, condurrebbe ad attribuire a quegli enti locali una competenza connotata da un elevato margine d’apprezzamento discrezionale che inciderebbe, evidentemente, sull’unitarietà del sistema catastale nazionale; la qual cosa provocherebbe, per altri versi, anche il rischio di consentire determinazioni della rendita catastale con stima diretta per ogni singola unità, con evidenti ripercussioni sia sul principio d’uniformità del catasto sia in tema d’eguaglianza tra cittadini.

Al comunicato diramato da Confedilizia ha fatto seguito quello dell’ANCI che dalle pagine del proprio sito afferma che ‘la lettura dell’ordinanza consente di affermare che l’appello presentato da ANCI non è stato respinto; è stata semplicemente negata la sospensione cautelare dell’esecuzione della sentenza, e questo unicamente perchè, secondo il Consiglio di Stato, non si starebbe verificando un danno grave e irreparabile per i Comuni. Nel merito, l’appello presentato da ANCI deve quindi ancora essere discusso e lo sarà quando verrà fissata la data della relativa udienza’.

Per altre informazioni, consultare il sito http://www.anci.it/

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