Gli immobili in stato di degrado avanzato sono raddoppiati in pochi anni | Edilone.it

Gli immobili in stato di degrado avanzato sono raddoppiati in pochi anni

Dal 2011 al 2014 le unità collabenti sono cresciute del 58%. Per Confedilizia è colpa dell'accentuata tassazione sugli immobili

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Le ‘unità collabenti‘, va a dire gli immobili ridotti in ruderi a causa del loro accentuato livello di degrado, stanno registrando un aumento vertiginoso: solo nei giro di tre anni esse sono aumentate del 58%.

Nel 2014, il numero di questi immobili – inquadrati nella categoria catastale F2 – è cresciuto del 5,1% rispetto al 2013, ma il dato più impressionante è quello che mette
confronto il periodo pre e post Imu: rispetto al 2011, gli immobili ridotti alla condizione di ruderi sono aumentati di oltre il 58%, passando da 278.121 a 441.497 (+163.376).

A riportarlo è Confedilizia, che ha analizzato i dati forniti dall’Agenzia delle entrate sullo stato del patrimonio immobiliare italiano e che ritiene che la causa di questo aumento sia da individuare nell’aumento della tassazione immobiliare.

“Moltissimi di questo quasi mezzo milione di immobili” afferma Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia, “vengono ridotti allo stato di ruderi per decisione dei singoli proprietari, che – non essendo più in grado di far fronte alle spese per il loro mantenimento e alla smodata tassazione patrimoniale in atto dal 2012 – li privano essi stessi delle caratteristiche che li rendono tali. Altri, e il fenomeno non è meno preoccupante, sono immobili che a così gravi condizioni di fatiscenza giungono da
sé soli, sempre per la mancanza di risorse economiche da parte dei proprietari. In un quadro di questo tipo, risulta evidente come sia urgente un intervento di riduzione della tassazione su tutti gli immobili. In caso contrario, il fenomeno non potrà che ulteriormente aggravarsi”.

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