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Il settore delle costruzioni necessita di interventi urgentissimi

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“Prendiamo atto con grande amarezza dei disastrosi dati di produzione del reparto costruzioni, che confermano un settore al collasso che necessita di interventi urgentissimi in grado di permettere alle imprese di tornare sul mercato”. È questo il commento del presidente di Aniem, Dino Piacentini, in occasione della pubblicazione dei dati Istat.

L’istituto riporta a gennaio una forte discesa per la produzione nelle costruzioni, che rispetto a dicembre è diminuita del 7,8%, mentre su base annua il calo è stato netto, segnando una flessione del 10,9%. Secondo l’associazione delle pmi edili, è necessario, innanzitutto, incentivare le imprese ad aggregarsi per utilizzare al meglio le loro potenzialità. “Pensiamo ai consorzi stabili – continua Piacentini – ma anche alle reti di impresa sulle quali Aniem continua a chiedere da tempo una normativa che ne consenta l’utilizzo anche nei sistemi di affidamento dei lavori pubblici”.

L’altro punto imprescindibile per ridare slancio al settore edile consiste nell’investire sui processi di riqualificazione dell’esistente, del patrimonio immobiliare obsoleto e insicuro, delle aree degradate.

Le stime dell’Aniem confermano quanto rivelato dall’Istat: secondo l’Osservatorio dell’associazione solo negli ultimi sei mesi il fatturato medio per impresa è diminuito del 21%. La previsione per il primo semestre del 2012 è di una ulteriore diminuzione dell’11%. L’andamento senza segnali di ripresa prosegue anche nella seconda parte del 2012 con un altro calo del 3%.

Ma è dall’edilizia sostenibile che arrivano alcuni segnali positivi: le stime dell’Aniem parlano di 35% di pmi italiane che nel 2011 sono entrate nel settore “green”. “L’edilizia sostenibile è in espansione – afferma il presidente Aniem -, ma non basta. Copre infatti poco più del 20% del fatturato medio per impresa. Servono nuovi meccanismi urbanistici che rendano possibili, anche economicamente, operazioni di riqualificazione come gli interventi di demolizione e ricostruzione.”

Secondo l’Osservatorio è infatti la strada della sostituzione edilizia a farsi sempre più largo, dato che quasi il 50% degli intervistati, negli ultimi cinque anni, ha incontrato casi in cui era economicamente più sostenibile abbattere e ricostruire piuttosto che ristrutturare.

O.O.

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