Il regolamento sulle rocce da scavo danneggia i piccoli cantieri | Edilone.it

Il regolamento sulle rocce da scavo danneggia i piccoli cantieri

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Anaepa (Associazione Nazionale Artigiani dell’Edilizia dei decoratori, dei Pittori e Attività Affini), afferente a Confartigianato, ha proposto un emendamento di modifica al decreto ministeriale n.161 del 10 agosto 2012, pubblicato in G.U. n.221, che definisce i criteri affinché i materiali di scavo siano considerati non rifiuti bensì sottoprodotti, quindi in grado di essere riutilizzati per nuove opere.

Secondo l’Associazione la nuova disciplina, così concepita, non esenta dall’applicazione delle nuove norme i cantieri con scavi di piccola entità, poiché non viene indicato alcun limite quantitativo di cubatura dello scavato. La conseguenza è che “le imprese edili, specialmente quelle artigiane, anche a fronte di opere di dimensioni ridotte, sono sottoposte alle suddette disposizioni e dunque ad ulteriori aggravi in termini amministrativi ed economici”.

La proposta contenuta nell’emendamento messo a punto da Anaepa, di concerto con la Confederazione, è che il limite per gli scavi minori venga quantificato a 6000 metri cubi, in coerenza con quanto già previsto dall’art. 266, co. 7 del Testo Unico Ambientale (Dlgs 3 aprile 2006, n. 152). L’emendamento, di immediata operatività, è stato incluso in un pacchetto di proposte di semplificazione su diverse materie, presentato nei giorni scorsi al Ministro Patroni Griffi come R.ETE. Imprese Italia, che dovrebbe essere inserito in un provvedimento di prossima emanazione da parte del Governo (Decreto Semplificazioni-bis).

 

V.R.

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