Il raddoppio di una ss in Toscana e i dettagli tecnici dell'intervento | Edilone.it

Il raddoppio di una ss in Toscana e i dettagli tecnici dell’intervento

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In Toscana è in fase di realizzazione un intervento di raddoppio su una strada statale che ha richiesto un’articolata e complessa scelta per quanto riguarda le attrezzature tecniche e le tecnologie da adottare. Siamo sul tratto stradale Grosseto-Siena, parte dell’itinerario Grosseto-Fano, che è incluso, con il nome europeo di E78, nella “rete internazionale delle strade di grande comunicazione”. Suddiviso in 11 lotti, questo tratto ha subito profonde modifiche che, in particolare nei lotti 5-8, hanno visto importanti lavori di adeguamento della Strada Statale 223 di Paganico a strada extraurbana principale di categoria B.

L’obiettivo dell’intervento, esteso per oltre 11 km, è realizzare un ampliamento a quattro corsie con spartitraffico centrale, lungo un tracciato che prevede cinque svincoli, numerosi viadotti, gallerie artificiali (per circa 2 km) e naturali (per circa 3 km).

I lavori per il “tratto 1 Grosseto-Siena dal km 30+0.40 al km 41+600 (lotti dal 4 all’8)” sono stati appaltati da Anas Spa a Nuovo Farma Scarl, che unisce la filiale italiana dell’austriaca Strabag AG con la Intercantieri Vittadello Spa di Padova. Nel complesso dell’intervento spiccano, ovviamente i lavori per le gallerie e per i viadotti, tra i quali si evidenzia il viadotto Farma realizzato con pile di altezza massima di circa 100 m. Per affrontare questi lavori la società appaltatrice ha scelto di avvalersi di un’ampia rosa di fornitori diversificati in funzione delle specifiche competenze. Per quanto riguarda una parte dell’intervento, e cioè le attrezzature per la realizzazione delle gallerie artificiali, una parte delle pile del viadotto Farma e i pulvini dei rimanenti viadotti, sono state scelte le proposte tecniche di Harsco Infrastructure Italia Spa.

Le tecnologie adottate

Per la realizzazione delle gallerie artificiali sono state selezionate due tipologie di attrezzature: Il cassero Manto ed i carri di puntellazione. Manto, abbinato ai telai Hsb è adatto a realizzare i piedritti contro terra; ed è stato utilizzato, in tre fasi di getto, anche per il lato finestroni. La scelta della cassaforma Manto, studiata per i grandi progetti, è dovuta proprio alle sue caratteristiche di funzionalità e flessibilità. I 14 cm di spessore del telaio, le nervature interne di rinforzo e la zincatura a caldo, conferiscono a Manto una robustezza superiore, in grado di sopportare una pressione del calcestruzzo pari a 80 kN/m², anche nella versione più estesa in altezza.

Grazie all’allineatore a morsa, due pannelli possono essere uniti e allineati in una sola operazione, mentre un singolo tiro di gru può spostare fino a circa 40 m² di superficie di cassaforma. Tutti i pannelli a telaio (di varie misure compresa la variante xxl) sono perfettamente combinabili tra loro  in posizione verticale, orizzontale, sfalsata o disassata. E se i pannelli di dimensioni più grandi sono ideali per la chiusura di grandi superfici, permettendo tagli ragguardevoli sui costi di manodopera, anche il disarmo è semplice e senza problemi.

I carri di puntellazione a portale sono invece stati utilizzati per eseguire le solette monolitiche con spessore di 1,6 m. Corredati di sistema di disarmo idraulico, i carri sono apprezzati in particolar modo per la velocità della messa in opera e la possibilità di garantire il transito dei mezzi da cantiere durante le fasi di costruzione delle gallerie.

All’interno del medesimo intervento per eseguire metà delle pile del viadotto Farma, sono state proposte le mensole CS 240H di Harsco abbinate al sistema cassero a Trave: una soluzione che permette di ottenere un’ottima finitura superficiale del calcestruzzo. Mentre per la puntellazione dei pulvini dei viadotti minori, l’azienda ha fornito il sistema di puntellazione Gass abbinato alla cassaforma modulare maneggevole Rasto.

In linea con l’intera produzione Harsco, il sistema Gass è stato progettato per soddisfare le richieste di velocità, sicurezza ed economia. Realizzato in alluminio, si caratterizza per elevata produttività (140 kN per montante) e peso leggero, è dotato di telai di controvento ed è studiato per servirsi di tre soli componenti principali per realizzare le impalcature di sostegno. In questo particolare frangente è stato abbinato alla cassaforma a telaio Rasto, maneggevole per permettere l’utilizzo anche senza l’ausilio di gru di servizio. Basti pensare che anche nella versione xxl i pannelli Rasto necessitano al massimo di due operatori per la manipolazione e il posizionamento. Inoltre, grazie all’allineatore Rasto, si possono creare giunti impermeabili, resistenti a trazione e stabili, in cui il perfetto allineamento dei pannelli avviene in un’unica operazione, che si traduce in un notevole risparmio di componenti e manodopera.

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