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Il Carbonverde di Sandro Buzzi

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E’ in fase di sperimentazione da qualche mese presso la cementeria di Robilante (Cuneo), un programma, portato avanti dalla Buzzi Unicem in collaborazione con il consorzio per la gestione dei rifiuti di Alba e Bra, che apporta due grossi benefici: elimina rifiuti e produce energia.

Ed è proprio Buzzi, presidente di uno dei principali gruppi cementieri europei, che spiega: «I rifiuti solidi urbani contengono un potenziale energetico pari a tutto l’idroelettrico italiano, a 20 milioni di tonnellate di carbone, 14 milioni di petrolio. Il nostro obiettivo è valorizzare questo potenziale e perciò abbiamo sviluppato un processo di trattamento e microtriturazione dei rifuti indifferenziati, quelli che restano dopo la differenziata che si fa nelle famiglie. Escludendo quindi plastica, vetro e organico, nei forni delle nostre cementerie, con alcune modifiche di impianto, si può bruciare tutto il resto, con un processo perfettamente pulito e controllato».

Quindi una possibilità in più di smaltimento di rifiuti – ancora oggi una piaga italiana, ma anche grandi vantaggi per le aziende. «Le cementerie che usano il CVB o Carbonverde possono ridurre al 20-10% l’uso di carbon coke – spiega ancora Ranieri – sostituendolo con un combustibile a costo zero. Non solo: la sperimentazione ha dimostrato che le emissioni sono uguali se non minori rispetto al coke. Inoltre, le alte temperature dei forni delle cementerie (1.400-1.500 gradi contro gli 800 dei termovalorizzatori) si annulla il rischio di emissioni di diossine e polveri sottili. Infine, le ceneri residue sono nulle perché diventano parte del clinker da cui si ottiene il cemento» ha dichiarato Buzzi.

Un progetto che unisce ingegno italiano e tecnologia tedesca: per la microfrantumazione Buzzi utilizza una macchina prodotta a Lipsia, nata per demolire elettrodomestici. Un progetto davvero esemplare.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/

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