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Icmq e il valore della certificazione nelle costruzioni, dal nuovo Cpr alla sostenibilita’

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Nata nel 1988, ICMQ è oggi punto di riferimento italiano per le attività di certificazione e ispezione nel settore delle costruzioni. In vista dell’edizione 2013 di Saie, a Bologna dal 16 al 19 ottobre, la redazione ha incontrato Silvia Rusconi e Igor Menicatti, rispettivamente segretario generale e responsabile settore marcatura CE prodotti da costruzione dell’Istituto, per fare il punto su alcuni dei temi più ‘caldi’ del mondo dell’edilizia: certificazione e sostenibilità, con uno sguardo al nuovo regolamento prodotti da costruzione. Il Cpr n. 305/2011 sarà infatti al centro di un convegno, organizzato nell’ambito della manifestazione fieristica dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano – in collaborazione con ICMQ, Bureau Veritas Italia e il Giornale dell’Ingegnere.

L’appuntamento con “Il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) n. 305/2011. Impatto sulla filiera di produzione, impiego e controllo dei materiali strutturali e non strutturali” (per iscrizioni al convegno  clicca qui) è il 17 ottobre alle ore 11.00 nella Piazza della Normotecnica al padiglione 33 di Bologna Fiere: l’area di 800 metri quadrati gestita da Wolters Kluwer Italia – in collaborazione con Logical Soft – per offrire a professionisti tecnici e aziende occasioni gratuite di formazione, esercitazioni pratiche e incontri, oltre alla possibilità di consultare esperti qualificati. (Clicca qui per informazioni e iscrizioni)

Il 1° luglio 2013 è entrato in vigore il nuovo regolamento prodotti da costruzione (Cpr – n. 305/2011). Quali sono, a sua avviso, le novità introdotte da tale regolamento che maggiormente contribuiranno al miglioramento del funzionamento del mercato dei prodotti da costruzione?

IM: Le novità che, a mio avviso, maggiormente contribuiranno al miglioramento del funzionamento del mercato dei prodotti da costruzione sono sicuramente, la chiarezza introdotta dal regolamento in merito ai compiti di produttori, distributori e importatori e, in secondo luogo, il fatto che ora è obbligatorio da parte del produttore fornire insieme al prodotto la dichiarazione di prestazione e quindi un documento che va a esplicitare immediatamente quelle che sono le prestazioni del prodotto. Si instaura di conseguenza una sorta di ‘filo diretto’ tra produttori e controllori, cioè, per l’Italia, il direttore dei lavori del cantiere che può verificare ‘in diretta’ le prestazioni del prodotto e accettarlo in cantiere come richiede la legge italiana.

A quali attività avete dato avvio – o quali pensate di attivare – per agevolare la diffusione delle nuove normative tra professionisti e tecnici del settore delle costruzioni?

IM: ICMQ organizza eventi di formazione da sempre: è un’attività insita nel dna dell’istituto e prevista dallo statuto con l’obiettivo di agevolare la diffusione delle norme tra i professionisti tecnici. Da circa due anni sono attivi i corsi riguardanti il Cpr e, al momento, stiamo valutando la possibilità di supportare il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano nell’attivazione di iniziative di formazione. Da parte di Icmq c’è totale apertura a iniziative di questo tipo da programmare non soltanto nel capoluogo lombardo ma in tutta Italia, anche grazie alla diffusione capillare del Giornale dell’Ingegnere, storico organo di informazione del Collegio.

Sul fronte della certificazione energetica degli edifici, oltre a quanto obbligatorio per legge, quali servizi offerti da ICMQ possono essere elementi innovativi, di distinzione, in un mercato che richiede sempre più prestazioni garantite?

SR: Per quanto riguarda la certificazione energetica degli edifici, posso innanzitutto citare lo schema volontario Sistema Edifico di proprietà di ICMQ e dichiarato Best Practice da ENEA nell’ambito del progetto EU “Request”, a mio avviso molto avanzato poiché spazia anche in ambiti non prettamente energetici ma anche di sostenibilità. Ad esempio, Sistema Edificio contempla il requisito di utilizzo delle risorse idriche, che presenta una forte connotazione ambientale. Il servizio di certificazione energetica di ICMQ garantisce inoltre la competenza tecnica e la professionalità degli ispettori ICMQ-certificatori; la terzietà del certificatore, la sua indipendenza e imparzialità dai soggetti coinvolti a vario titolo nell’intervento edilizio; il rigore operativo, la sistematicità nelle valutazioni e la riproducibilità e confrontabilità dei risultati; la correttezza e tracciabilità dei dati utilizzati per la valutazione prestazionale certificata. Tutti elementi a garanzia di un certificato davvero utile e serio. Ma oltre alla certificazione energetica, ICMQ si occupa anche dell’ambito acustico, della certificazione volontaria di prodotto, della dichiarazione ambientale di prodotto (EPD). Questi aspetti hanno una valenza che, se non è già definita all’interno del Cpr, di sicuro lo sarà in futuro. Il Cpr veicola infatti il concetto di dichiarazione ambientale di prodotto come metodo per esprimere e confermare le prestazioni nell’ambito della sostenibilità. Dobbiamo tuttavia considerare che in questo ambito il quadro normativo è in evoluzione, quindi bisogna attendere lo sviluppo delle norme tecniche per applicare compiutamente questo requisito. Già oggi, comunque, il mercato dei produttori chiede di poter esplicitare nei confronti dei clienti le caratteristiche e le prestazioni che loro tengono particolarmente sotto controllo in ambito sostenibilità e questo apre degli spazi per la certificazione volontaria.

Icmq ha da poco lanciato due nuovi strumenti di certificazione con i quali le imprese possono attestare il proprio impegno nei confronti dell’ambiente e degli utenti: Icmq Eco e Make It Sustainable. Ci può descrivere questi nuovi servizi?

SR: ICMQ propone, dal 2011, il marchio di sostenibilità ICMQ ECO, la certificazione delle caratteristiche prestazionali e di sostenibilità dei prodotti che si rende necessaria quale garanzia di terza parte indipendente delle dichiarazioni del produttore e per rispondere alla diffusione di schemi di certificazione degli edifici basati su un sistema a rating, come ad esempio LEED o ITACA, che promuovono l´utilizzo di materiali a basso impatto ambientale. Il marchio viene rilasciato alle aziende che certificano sia le caratteristiche prestazionali dei prodotti sia le caratteristiche che rispondono ai principi di sostenibilità ambientale come ad esempio la durabilità, la presenza di materiale riciclato, il valore di riflettanza o l’assenza di emissioni di componenti o sostanze nocive per l´ambiente o per le persone. La presenza del marchio ICMQ ECO sul prodotto assicura pertanto, attraverso controlli periodici sul prodotto stesso e sui processi produttivi, che tutta la produzione oggetto di certificazione è conforme nel tempo a quanto dichiarato dal produttore. Il produttore può scegliere uno o più percorsi di sostenibilità e accedere ad uno dei quattro livelli della certificazione di prodotto sostenibile: ICMQ ECO, ECO Silver, ECO Gold ed ECO Platinum. Il riconoscimento di un determinato livello dipende dal fatto che il prodotto da certificare possegga una o più caratteristiche riconducibili alla tutela dell’ambiente, alla tutela delle risorse o al risparmio di energia.

Più recente è invece MAKE IT SUSTAINABLE, un progetto innovativo, marketing oriented e made in Italy, che per primo valorizza specifici prodotti e servizi ideati, realizzati e gestiti secondo i principi di sostenibilità. Esso utilizza riferimenti internazionali al fine di facilitarne la sua diffusione e riconoscimento all’estero e si prefigge, attraverso un approccio non generalista, di creare fiducia tra la collettività e ciò che essa “tocca con mano” contribuendo pertanto a migliorare la reputazione societaria. In particolare opera in due ambiti fra loro sinergici: culturale, divulgando i principi dello sviluppo sostenibile attraverso il supporto di associazioni, università e società aventi ruolo di definizione delle politiche di gruppo; di servizio, valorizzando mediante una certificazione di terza parte indipendente le organizzazioni che seguono i principi di sostenibilità nelle loro attività.

Contribuire allo sviluppo sostenibile, nelle tre dimensioni ambientale, economica e sociale, significa dunque incrementare il valore della propria organizzazione e MAKE IT SUSTAINABLE è lo strumento per comunicare e garantire al mercato e alla collettività il proprio impegno in questa direzione.

Icmq festeggia quest’anno 25 anni di attività. È possibile fare un ‘bilancio’ dell’attività svolta fino ad oggi? E su quali attività punterete maggiormente nel prossimo futuro per perseguire il miglioramento costante del vostro servizio?

SR: Era il 20 settembre del 1988 quando tre importanti associazioni di categoria – Aniem, Assobeton e Cte – decidevano di fondare un’associazione senza fini di lucro allo scopo di promuovere e controllare l’osservanza delle norme e dei corretti comportamenti nella produzione industriale di manufatti, componenti e strutture in calcestruzzo. Una scelta che guardava al futuro, in particolare all’entrata in vigore della direttiva 89/106/Cee per i prodotti delle costruzioni. Da allora ICMQ – che nel 1991 ha assunto l’attuale denominazione ICMQ Istituto di certificazione e marchio qualità per prodotti e servizi per le costruzioni – ha associato associazioni di categoria di tutta la filiera ed è cresciuto costantemente, fino a diventare oggi il principale punto di riferimento in Italia per le attività di certificazione e ispezione nelle costruzioni grazie ad un’autorevolezza e una credibilità fondate sulla competenza e sulla imparzialità. All’inizio degli anni 2000 ICMQ ha colto con chiarezza che la nuova frontiera della qualità nelle costruzioni sarebbe stata rappresentata dalle prestazioni in termini di comfort ambientale e di sostenibilità. Da qui la creazione nel 2002 dello schema Sistema Edificio per la valutazione in fase di progetto e di costruzione di una serie di requisiti prestazionali degli edifici e nel 2011 di ICMQ ECO, schema di certificazione delle caratteristiche di sostenibilità dei prodotti per l’edilizia. Venticinque anni di intenso lavoro, di progetti innovativi, di partnership qualificate e di grandi soddisfazioni, grazie anche ad una squadra competente e motivata che oggi è cresciuta fino a contare fra tutte le società del gruppo ICMQ uno staff interno di 40 persone e oltre 100 collaboratori esterni, fra esperti e ispettori. Nel 2013 ICMQ corona il suo venticinquesimo anniversario con un nuovo progetto che ben sintetizza tutto il cammino percorso, MAKE IT SUSTAINABLE, nella consapevolezza che oggi per avere successo sul mercato ogni organizzazione deve saper proporre e valorizzare prodotti e servizi innovativi e che oggi l’innovazione si gioca soprattutto sui principi di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Un indirizzo in cui ICMQ crede fortemente e su cui continuerà a lavorare con impegno, in coerenza con la propria storia.

 

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