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I macchinari per l’edilizia ‘volano’ all’estero

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“Nel primo trimestre 2012 le esportazioni italiane di macchinario per le costruzioni hanno sfiorato i 700 milioni di euro con una crescita del 20% rispetto allo stesso periodo del 2011 – dichiara Luca Turri, presidente Ucomesa, l’unione costruttori macchine edili stradali minerarie ed affini che, insieme ad Anima, la federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine, ha presentato i dati relativi a produzione di materiali da costruzione ed attrezzature per l’edilizia, nel corso del convegno “Come crescere, dove crescere”, che si è svolto a Milano nei giorni scorsi.

Le migliori performance vengono dal comparto più penalizzato nel 2011, quello delle macchine per la preparazione degli inerti che, con un incremento del 32,7%, recupera e supera i valori registrati nello stesso periodo del 2010. Aumenti a due cifre anche per macchine movimento terra (+27%), gru a torre (+26,5%) e macchine stradali (+20%). Incremento modesto per le macchine e impianti per il calcestruzzo (+5,2%).

Unico settore che nel trimestre registra un calo di quasi il 10% è quello delle macchine per la perforazione: un dato preoccupante per una categoria che ha sempre primeggiato nelle vendite all’estero, con punte di export fino al 90% del fatturato.

Per il comparto perforazione è invece in controtendenza l’andamento delle importazioni che nel trimestre aumentano di oltre il 60%. Crescono, ma in misura più contenuta, le importazioni di macchine stradali (+12,5%). Si tratta tuttavia di due eccezioni in un quadro che rispecchia perfettamente la crisi del mercato delle costruzioni in Italia e nel quale le importazioni diminuiscono complessivamente di quasi l’11%, con macchine movimento terra e macchine per calcestruzzo che registrano cali di oltre il 27%.

O.O.

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