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Tradizione e innovazione: tegole a confronto

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In questo confronto fra tradizione e innovazione, fra antichi materiali e nuovi prodotti, una ricerca dell’Öko- Institut e V. di Friburgo (Institut für angewandte Ökologie / Institute for Applied Ecology, http://www.oeko.de), che si occupa di preservare un ambiente che è oggetto di un sempre maggiore e spietato sfruttamento, ha analizzato e messo a confronto due prodotti (e due materiali) per la realizzazione di manti di copertura discontinui per tetti a falde inclinate.

Dall’indagine effettuata è emersa una sostanziale differenza di impatto ambientale di questi due prodotti, nonostante un risultato estetico e architettonico del manufatto edilizio (il tetto) pressoché analogo e una forma e dimensione degli elementi quasi identica.

Tegole in cemento o in laterizio? 
Il paragone del bilancio ecologico fra tegole in cemento e tegole in laterizio dimostra infatti come l’evoluzione tecnologica di nuovi manufatti e componenti, rispetto a sistemi costruttivi e prodotti tradizionali, riesca a mantenere inalterata l’immagine finale storicamente consolidata del nostro patrimonio edilizio, limitando però le ricadute nei confronti dell’ambiente. Le analisi e le valutazioni effettuate con questo studio hanno dimostrato come le tegole in cemento si comportino meglio delle tegole in laterizio sotto diversi punti di vista arrivando a un impatto ambientale pari mediamente a meno della metà (45%) rispetto a quello determinato dalle tegole in laterizio. Questo è particolarmente evidente prima di tutto per quanto concerne il consumo cumulativo di energia.

Mentre per le tegole in laterizio il fattore chiave per il consumo di energia è la loro produzione, in particolare la cottura, ma anche la laminazione dell’argilla, il processo di estrusione, ecc.; il fattore determinante per le tegole in cemento è dato principalmente dalla produzione del cemento, in quanto le restanti fasi produttive risultano semplificate al solo stampaggio del calcestruzzo per produrre il manufatto (senza necessità di lavorazioni particolari della materia prima come per esempio la laminazione) il cui materiale di base, calcestruzzo appunto, non necessita di cottura in quanto la presa avviene normalmente anche a temperatura ambiente. 
Il risparmio energetico è quindi evidente, infatti per la preparazione delle materie prime, produzione, imballo e distribuzione di tegole in cemento viene usato circa il 30% dell’energia necessaria alla produzione di tegole in laterizio. 

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