Tecnologia e applicazioni del verde verticale, l'esperto Edoardo Bit ospite al Saie | Edilone.it

Tecnologia e applicazioni del verde verticale, l’esperto Edoardo Bit ospite al Saie

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In occasione del Saie 2013, il salone internazionale dell’industrializzazione edilizia in programma a Bologna dal 16 al 19 ottobre 2013, pubblichiamo un articolo sul tema della manutenzione del verde verticale firmato da Edoardo Bit, architetto e libero professionista specializzato nelle forme di integrazione tra verde e architettura, anche autore del volume “Il nuovo verde verticale“.

Edoardo Bit sarà tra i protagonisti, insieme a Maurizio Corrado, del convegno “Tecnologia e applicazioni del verde verticale“, in programma al Saie il 17 ottobre alle ore 17.00 presso la “Piazza della normotecnica“, lo spazio promosso da Wolters Kluwer Italia dove si alterneranno momenti formativi gratuiti con massimi esperti di edilizia e architettura per tutta la durata del Salone. Tecnici ed esperti saranno inoltre disponibili nello spazio “Consulta i nostri esperti” all’interno della Piazza della normotecnica, per fornire consigli e indicazioni ai professionisti e ai visitatori del salone (clicca qui per consultare il programma completo).


Aspetti gestionali e manutentivi del verde verticale. Una sintesi, di Edoardo Bit

L’impiego nel progetto di un sistema d’inverdimento verticale richiede una costante attenzione gestionale.Attività che si rivela superiore dei normali materiali per l’edilizia e che sarà quindi impegnativa sia sotto l’aspetto prettamente esecutivo (ossia nel numero e nella tipologia delle operazioni richieste), che dal punto di vista energetico e monetario: all’aumentare del numero di lavorazioni accresce anche l’energia necessaria per attuarle, nonché i costi economici ad esse imputabili.

La gestione di una chiusura a verde è un’attività di tipo tripartito che interesserà l’apparato vegetale superficiale (eventualmente comprensivo dei relativi substrati di coltivo), i sottosistemi tecnologici di mediazione fra piante e parete, e quelli impiantistico-nutritizi per il mantenimento in vita dei vegetali; operazioni che avranno delle frequenze medie-annue diverse (Tab.1) a seconda che il sistema esaminato sia un rivestimento vegetale o una chiusura vegetata (per approfondire clicca qui).

Tab.1. Tabella riassuntiva delle frequenze medie annuali per le operazioni manutentive ordinarie: i valori riportati andranno comunque considerati indicativi soprattutto per quel che concerne l’apparato a verde, poiché la sua gestione è caratterizzata da una spiccata variabilità in funzione del numero e del tipo di specie presenti. (© Edoardo Bit)

Le attività gestionali sono ulteriormente suddivisibili a seconda del tipo d’interventi che si rendano obbligatori. Se questi siano necessari in modo sistematico e ripetitivo durante la service life della parete potranno essere declinati come manutenzioni ordinarie; si tratterà invece di manutenzioni straordinarie quando derivanti da eventi che si manifestano solo con cadenze più rade o conseguentemente ad accadimenti non facilmente prevedibili.

L’apparato vegetale è quello più impegnativo da mantenere e la sua gestione si rivelerà maggiormente onerosa all’aumentare della varietà vegetale. Le contestuali operazioni ordinarie vanno dal semplice controllo dello stato delle piante a tutte quelle attività finalizzate a garantirne uno sviluppo vegetativo adeguato: irrigazione, nutrimento, potature (più o meno frequenti a seconda della specie), indirizzamento delle direttrici di sviluppo delle fronde (solo nel caso di rivestimenti a verde), controllo degli strati di coltivo; mentre quelle straordinarie concernono cure fitosanitarie, azioni destinate a debellare eventuali attacchi parassitari vegetali o animali, sostituzione di esemplari morti ecc. (Tab.2A) – a causa dell’elevato numero di vegetali per unità di superficie (il Mur Vegetal di Patrick Blanc può contenere 25-30 piante per m2, mentre altri sistemi in commercio possono arrivare anche a 50-90/m2) le chiusure vegetate presentano una moria percentualmente non trascurabile, quindi anche le relative attività di pulizia del secco e rimpiazzo degli esemplari deceduti si rivelano annoverabili fra quelle ordinarie.

Tab.2A. Schema riassuntivo delle operazioni gestionali richieste dall’installazione di una chiusura vegetata, e variabili ad esse associate: prima parte della tabella, relativa al solo apparato vegetale. Si precisa che si è scelto in questo caso di rappresentare una chiusura verticale vegetata a solo titolo esemplificativo: nel caso in cui si analizzasse un rivestimento vegetale le Tabelle 2A e 2B risulterebbero leggermente diverse. (© Edoardo Bit)

Le attenzioni da dedicare ai vari sottosistemi tecnologico-impiantistici risulteranno fondamentali, poiché un malfunzionamento del sistema o un’interruzione anche solo temporanea del suo nutrimento potrebbero avere delle ripercussioni gravi per le piante. Le ordinarie manutenzioni degli apparati tecnologici consisteranno nel monitoraggio della loro stabilità formale, dello stato delle stratigrafie interne e delle reciproche relazioni fra i vari elementi tecnici e materici, il controllo degli apparati connettivi o d’interfaccia e quello della stabilità chimico-fisica dei materiali; pervenendo puntualmente, nel caso di anomalie, alla correzione delle problematicità. Anche per l’impianto irriguo/nutritizio si opererà mediante un esame periodico dei componenti, andando a correggere i malfunzionamenti rilevati. Per di più, nel caso di fertirrigazioni si renderà obbligatoria la ricarica periodica del banco dosatore (Tab.2B).

Tab.2B. Schema riassuntivo delle operazioni gestionali richieste dall’installazione di una chiusura verticale vegetata, e variabili ad esse associate: seconda e terza parte della tabella, relative rispettivamente al sistema tecnologico di supporto e all’impianto d’irrigazione. (© Edoardo Bit)

Alla luce delle considerazioni riportate si evince sia l’importanza del piano di manutenzione che della comprensione a priori, fin dalle fasi progettuali, delle necessità gestionali potenzialmente richieste dalla parete nel tempo. Altro aspetto fondamentale riguarda l’estensione dell’involucro: in linea tendenziale, all’aumentare dell’altezza dell’installazione accrescono percentualmente anche i costi gestionali ad essa relativi (Fig.3 e Fig.4).

Fig. 3. Herzog & de Meuron, Caixa Forum, Madrid, 2007. È visibile il ponteggio elevatore non permanente destinato alla gestione della chiusura: tale struttura viene montata e smontata all’occorrenza, quindi anche più volte in un anno. (© Valeria M.Rocco)

Fig. 4. Potatura di una parete verde: per raggiungere le porzioni sommitali è, in questo caso, necessario l’impiego di un braccio meccanico. (© Catalogo Tecology)

 

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