Sardegna: edificazione sulle coste regolata dal PPR | Edilone.it

Sardegna: edificazione sulle coste regolata dal PPR

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La Regione Sardegna si è recentemente dotata di piano paesaggistico regionale, adottato dalla Giunta regionale, con la deliberazione n. 36/7 del 5 settembre 2006, a conclusione di un lungo e travagliato dibattito. Un atto che probabilmente desterà molte discussioni anche a livello nazionale.

La normativa in questione si propone di: “preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l’identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo; proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità; assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità”.

La Giunta ha ritenuto d’individuare 27 ambiti di paesaggio costieri, che delineano il paesaggio costiero e che aprono alle relazioni con gli ambiti di paesaggio interni in una prospettiva unitaria di conservazione attiva del paesaggio ambiente della regione. Ognuno di essi ha un “nome e cognome” riferito alla toponomastica dei luoghi o della memoria, che lo identifica come unico e irripetibile. Al loro interno è compresa la fascia costiera, considerata bene paesaggistico strategico per lo sviluppo della Sardegna.

Lo strumento normativo in questione, infatti, sarà d’ora in avanti la legge fondamentale di riferimento per quel che riguarda l’edificabilità sulle coste sarde.
Non si potrà più costruire lungo la fascia costiera della Sardegna, per una profondità media di almeno 2 chilometri. Si tratta di un divieto che, in particolare, riguarda quei luoghi in cui il territorio dell’Isola è rimasto intatto.
L’attività edilizia resta praticabile nelle aree urbane lungo la costa e nelle borgate della stessa fascia. Si potrà costruire anche in zone di espansione delle città e delle aree urbane, purché i comuni si dotino di un Piano urbanistico comunale (Puc) coerente con il P.P.R..
L’amministrazione regionale effettuerà le verifiche e monitorerà il lavoro degli Enti Locali.
La Conservatoria delle coste, istituita da appena un anno per la gestione dei siti ambientali più pregiati dell’isola, si trasformerà in Agenzia per la salvaguardia delle coste sul modello della Conservatoria del litorale francese e acquisirà quei terreni che ricadono nella fascia coperta dal divieto di edificabilità in base al nuovo PPR.

Per quanto riguarda i villaggi turistici, verrà qui adottato lo strumento della premialità. Potranno essere concessi incrementi di volumetrie ma a condizione che avvenga in concomitanza una riconversione e riqualificazione delle seconde case – chiuse per la gran parte dell’anno – in attività ricettive.

Nelle campagne sarà possibile realizzare solo la casa di abitazione per imprenditori agricoli che hanno almeno tre ettari di terreno.
Queste alcune delle prescrizioni contenute nel Piano Paesaggistico Regionale.

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