Palermo recupera il Giardino perduto con il Parco urbano d'Orleans | Edilone.it

Palermo recupera il Giardino perduto con il Parco urbano d’Orleans

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L’intervento darà vita alla più grande area a verde della città dopo il Parco della Favorita. I lavori per la realizzazione del Parco, interrotti a causa di un’informazione trasmessa al Comune dalla Prefettura di Catania circa la mancanza di un requisito di legge per una delle imprese che compongono l’Ati, riprendono dopo la revoca dell’informazione precedentemente trasmessa ed il rilascio del nulla osta della stessa Prefettura di Catania ed a seguito dei provvedimenti della Giunta municipale del 29 febbraio. Fino alla sospensione, era stato realizzato circa il 40% dei lavori previsti dal progetto.
La sottoscrizione della transazione definitiva e la ripresa dei lavori avverranno entro la fine del corrente mese di marzo.
In base alle previsioni dei tecnici, la realizzazione del Parco dovrebbe essere portata a termine entro la fine della primavera 2009. Con oltre 255 mila metri quadrati di estensione, il Parco d’Orleans comprenderà parte di quello che fino ai primi del XX secolo era il “Giardino d’Orleans“, a sud-est del nucleo antico della città. Quest’ultimo, in origine, si sviluppava lungo il fiume Kemonia.

Il “vecchio” giardino, del quale rimane poco o nulla, fu fondato intorno al 1812 per iniziativa di Luigi Filippo Orleans. Per l’arredo a verde si utilizzarono piante provenienti dal Real Parco della Favorita e l’area fu suddivisa in tre sezioni: “giardino”, “prato” e un vasto “boschetto” a sud della tenuta, a mo’ di giardino all’inglese. Il Parco d’Orleans, quindi, nel secolo scorso, presentava una parte ornamentale e ricreativa adiacente all’omonimo palazzo, e una molto più estesa in cui prevaleva la componente paesaggistica. Sono presenti, inoltre, edifici di rilevanza storica, come l’ottocentesca Villa Forni, che sarà restaurata.

L’allestimento punta a creare un paesaggio dai connotati essenziali, ma sicuramente suggestivi, nei quali si potrà cogliere la rievocazione del “giardino perduto”. Sarà creato un sistema di “macchie” alberate, in contrapposizione a prati (30 mila metri quadrati di manto erboso) e altre radure. Un lungo ruscello attraverserà la zona centrale. Oltre al mantenimento degli esistenti alberi di Bagolaro e degli agrumeti, il progetto prevede la piantumazione di 2.400 alberi e quasi 38 mila arbusti, con una prevalenza di essenze mediterranee.

Ci saranno, inoltre, itinerari per pedoni e ciclo-amatori e spazi destinati ad attività ludico-ricreative.Fra questi, un teatro all’aperto, un’area di circa mille metri quadrati riservata al gioco dei bambini e, ancora, una pista di pattinaggio, un campo da bocce e un percorso da training. Sarà anche restaurato un casale ottocentesco (Villa Forni) i cui locali si utilizzeranno per il servizio accoglienza.

Gli ingressi al parco saranno tre: da via Ernesto Basile, a pochi passi dal nuovo parcheggio in costruzione; da via Altofonte (prosecuzione del corso Pisani) e da Villa Forni (corso Pisani).

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