Mestre: avrà il bosco urbano più grande d'Italia | Edilone.it

Mestre: avrà il bosco urbano più grande d’Italia

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Da grigia, la città-industria di Mestre si tinge di verde con un bosco esteso quanto 2.800 campi da calcio. S’inaugura il 1° ottobre uno spicchio del futuro Bosco di Mestre: un’area verde cittadina che nei prossimi anni diventerà la più vasta d’Italia. Sono 1.400 gli ettari – previsti nel Piano regolatore – tra querce, frassini, olmi e noccioli che trasformeranno la città in un polmone sano inserito tra autostrada, ferrovia e aeroporto. Un comunicato dell’Ufficio stampa Istituzione Bosco di Mestre rende noto che sono previsti circa 75mq di macchia verde per ciascuno dei 186mila abitanti mestrini. L’estensione è enorme, rispetto ai 13mq di Milano e ai 14 di Roma, e costituisce al contempo una vera e propria rivoluzione per la città, a partire dai suoi aspetti ecologici, sociali e paesaggistici.

Il Bosco inaugurato il 1° ottobre è intitolato ad Adolfo Ottolenghi, rabbino di Venezia dal 1919 e ucciso ad Auschwitz nel 1944. Un Bosco della memoria raccontato in mattinata attraverso un dialogo tra il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari e l’autore Moni Ovadia (ore 11,00) alla presenza dei giovani delle scuole medie di Mestre. 20 ettari di bosco naturalistico messi a disposizione dei cittadini, con percorsi pedonali, didattici e naturalistici, piste ciclabili, zone di sosta.

Risarcimento ambientale, disinquinamento, risparmio energetico, rinaturalizzazione del suolo e dell’acqua, protezione idraulica, produzione di biomassa sono solo alcuni degli effetti ambientali ed economici del progetto gestito dal Comune di Venezia attraverso l”stituzione Bosco di Mestre. Non ultimo quello relativo all’attività agricola, che consentirà a chi sistema a bosco almeno 20 ettari di terreno di edificare (impianti sportivi, locande ecc.) e svolgere attività multifunzionale, come la produzione di biomasse legnose per ricavarne reddito. Un esempio tangibile è l’area Querini, i cui 200 ettari forniranno una quantità di biomasse in grado di riscaldare per un anno un quartiere di 300 persone.

Ad oggi, l’area eletta dal piano regolatore è per 1000 ettari di suolo privato. Gli incentivi urbanistici offerti dal Prg sono stati apprezzati da alcuni proprietari, che stanno ora progettando la forestazione delle loro proprietà, mentre altri, che erano esclusi dalla perimetrazione, sono stati inclusi in seguito a loro richiesta. Un entusiasmo attorno al progetto spesso vissuto come un bisogno dai cittadini; secondo un sondaggio condotto dall’Università di Padova, infatti, il 70 per cento degli intervistati in città sarebbe disposto a tassarsi pur di avere il bosco. Ma il Comune non prevede alcuna tassa aggiuntiva.

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