L'architettura partecipativa di Carine Smuts vince il 2° Global Award | Edilone.it

L’architettura partecipativa di Carine Smuts vince il 2° Global Award

wpid-Global_Award2.jpg
image_pdf

Assegnato lo scorso 22 settembre il secondo Global Award for sustainable architecture all’architetto Carine Smuts, scelta tra i professionisti internazionali proposti dal comitato scientifico tra cui alcuni membri della Cité de l’architecture (Parigi) e l’Università IUAV – Venezia.
In 5, i candidati tra i quali si è svolta la competizione:

– Carin Smuts, CS Studio Architects, Le Cap, Africa del Sud

– Fabrizio Carola, Napoli, Italia /Mali

– Elemental, Alejandro Aravena, Cile;

– Rural Studio, Andrew Freears, Newburn, Alabama, USA

– Philippe Samyn, Bruxelles, Belgio.

Il Premio internazionale per l’architettura sostenibile è il riconoscimento assegnato ad un progettista impegnato nel rendere l’architettura contemporanea “integrata con una realtà eticamente e socialmente consapevole; innovativa nel campo dell’energia, della tutela dell’ambiente, dei materiali e delle tecnologie; progressista in virtù della sua ricerca di nuovi standard abitativi e impiantistici”. Inoltre, il Premio intende costituire lungo il corso della Senna un percorso punteggiato da edifici realizzati dai vincitori delle varie edizioni del premio, in modo da delineare un “museo a cielo all’aperto” dedicato all’architettura del XXI secolo. Entro il 2058, dovrebbero essere portate a termine 51 case, da collocare nella stessa area geografica in cui ricade la Villa Savoy di Le Corbusier, che, in quanto opera-manifesto, rappresenta il prototipo di riferimento per i progetti sponsorizzati dal Global Award.

La vincitrice Carine Smuts è nata a Pretoria nel 1960, ha fondato lo Studio omonimo nel 1989. In 20 anni di attività professionale ha realizzato oltre 100 progetti nelle cittadine e nei villaggi rurali dell’Africa del Sud.

Per quanto spazi tra settori d’intervento diversi, è famosa per aver messo in opera un’architettura partecipativa, che non esita a coinvolgere i residenti, funzionari eletti, le associazioni giovanili sia sulla progettazione sia sulla costruzione. Carine Smuts ha riabilitato “un vecchio mercato, tenendo conto delle aspettative della popolazione”. Nel corso delle sue realizzazioni, non solo fa ricorso all’uso di subappaltatori locali, ma, appassionata d’arte popolare, coinvolge anche artisti, poeti, pittori tradizionali del Sud Africa: tessitura di tappeti, ceramiche, affreschi entrano nei suoi lavori.

La giuria presieduta dal vincitore della precedente edizione, Hermann Kaufmann, ha voluto premiare l’approccio della giovane sudafricana. “Lavora con i problemi del suo paese, con i materiali del suo paese e la popolazione del suo paese”, ha detto Kaufmann prima di sottolineare che il suo lavoro si è basato “sulle radici la sua regione”. Il prossimo impegno per Carin è la costruzione di un progetto residenziale-commerciale nel villaggio di Follainville-Dennemont.

Per altre informazioni, consultare il sito www.global-award.org

Copyright © - Riproduzione riservata
L’architettura partecipativa di Carine Smuts vince il 2° Global Award Edilone.it