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Il pallet come materia prima per costruire una casa ecologica e soprattutto economica

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La casa prefabbricata in pallet è l’idea di due architetti austriaci Gregor Pils e Andreas Claus Schnetzer, elaborata per la partecipazione al contest europeo di architettura sostenibile. Il principio è risultato vincente per la fattibilità pratica, per il basso costo del reperimento dei materiali, per il risparmio energetico e per l’impatto ambientale praticamente inesistente. 

Il pallet, infatti, è facile da trasportare, è molto flessibile, viene creato in maniera standard ed è reperibile in tutto il mondo. E poi costa pochissimo, visto che dopo diversi usi diventa materiale di scarto di cui disfarsene, è ecologico data la consistenza legnosa, ed è molto efficiente sotto l’aspetto energetico.

Ma cosa è un pallet? In italiano si dice “bancale” e consiste in assi unite tra loro che fanno da basamento alle merci. Sono fatti in legno, quindi naturalmente ecologici. Dopo l’uso, soprattutto nell’ambito del trasporto merci, i pallet vengono normalmente bruciati. Infatti, costa meno bruciarli che accatastarli per poi riportarli al produttore e comprarne di nuovi.

Ne viene fuori una casa di legno “minimal” ma molto efficace dal punto di vista anche dell’isolamento termico. I vantaggi dei pallets sono numerosi, sostengono gli architetti. Innanzitutto sono facilmente trasportabili, in secondo luogo, sono uguali ovunque, nel mondo. Terzo, costano poco, anche perché di solito vengono bruciati. Quarto, sono oltremodo flessibili. Quinto, sono ecologici, di materiale naturale, e si rendono facilmente efficienti dal punto di vista energetico. Usati per costruire case, in situazioni di emergenza nei Paesi poveri ma anche abitazioni per il weekend in Europa, possono tra l’altro fare risparmiare migliaia di alberi. «Abbiamo dunque deciso di usare il pallet come materiale da costruzione», dicono i due architetti. Muri, facciate e soffitto sono un assemblaggio di pallets.

Dunque materiale prefabbricato standardizzato ed ecologico. Per di più di riciclo. Questo è il mix vincente. Negli spazi interni di ciascuno di questi (cioè gli spazi che servono a fare entrare le pale delle macchine sollevatrici quando sono usati come sostegni di container o carichi pesanti) passano i pali di supporto, i fili della luce, l’isolamento termico. La cosa interessante è che questo isolamento è facilmente adattabile al clima e al luogo in cui la casa viene costruita. In un progetto per il risanamento degli slum del Cairo, per esempio, Pils e Schnetzer usano sabbia. In case per il fine settimana in Austria utilizzano cellulosa oppure fibre di vetro o ancora lana di pecora, a scelta. Il prossimo gennaio metteranno paglia nelle pallet-house che costruiranno in Sudafrica.

La soluzione ideale per il risanamento di aree in Paesi poveri e soprattutto per rispondere alle sempre più frequenti esigenze di ricollocazione di intere popolazioni a causa di disastri ambientali o conflitti armati. Ma può piacere anche a occidentali a forte orientamento ecologico. Per una casa standard di 60 metri quadrati servono 800 pallets (puliti e trattati), ognuno del costo di circa otto euro, di sicuro un prezzo veramente conveniente.

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