Costruire con il salice: ne parla Marcel Kalberer | Edilone.it

Costruire con il salice: ne parla Marcel Kalberer

wpid-22440_GREENUTOPIASALICEKALBERERok.jpg
image_pdf

Paglia, bambù, canna palustre, salice, ortoterapia, terra cruda e verde tecnico: questo il percorso tra le possibilità dell’architettura vegetale, che Architetto.info tratterà ‘a puntate’ grazie al contributo di esperti della materia,  aspettando Green Utopia, la “città verde” che prenderà forma durante il Fuorisalone 2014 animando la Fabbrica del Vapore, grazie alla collaborazione tra Milano Makers, Nemeton Magazine e Wolters Kluwer Italia.

La quarta tappa di questo ‘viaggio’ nell’architettura vegetale è dedicata al salice e ai suoi impieghi come materiale da costruzione: si tratta della forma più radicale dell’architettura organica e a parlarne è il maggior esperto di costruzioni in salice in Europa, Marcel Kalberer.

I moderni edifici “verdi” costruiti con salici viventi possono essere considerati come la forma più radicale dell’architettura organica. Il corpo di fabbrica non nasce seguendo analogie formali, strutturali o distributive tra abitazione ed organismo, ma costituisce esso stesso un organismo, una struttura-albero in grado di svilupparsi autonomamente, costituita da elementi costruttivi vegetali e radicata saldamente al terreno.

Questi moderni edifici verdi consentono una conciliazione tra natura ed architettura in quanto il corpo di fabbrica, piantato nel suolo come un qualunque filari di alberi, consente un utilizzo degli spazi interni paragonabile a quello offerto dalla normale architettura pesante. Con il vantaggio che, invece di investire risorse preziose, si determinano positivi processi vegetativi quali l’assorbimento di anidride carbonica mediante fotosintesi, la formazione di massa vegetale, la produzione di ossigeno, la regolazione climatica, la depurazione dell’aria, l’accumulo idrico e il continuo mutare dell’immagine di anno in anno così come al variare delle stagioni.

A partire dagli anni ‘70, principalmente a cura del gruppo Sanfte Strukturen, associazione di architetti e artisti di Stoccarda, si ebbero iniziative rivolte a indagare tecniche di costruzione alternative (strutture in argilla, fieno, canna, acqua/ghiaccio, rifiuti) legate a processi ludico-architettonici di volta in volta denominati “azioni architettoniche”, “prototipi architettonici”, “aree-gioco architettoniche” o anche “aree-gioco per gli adulti”.

La finalità era rendere comprensibili ed accessibili anche ai non addetti ai lavori processi costruttivi che di norma gli esperti ed i professionisti dell’edilizia tengono lontano dalla popolazione. Obiettivo: cercare di restituire alle fasi di edificazione, l’antico significato di realizzazione individuale attraverso la conformazione dello spazio e al tempo stesso costituire una opportunità per formare comunità e comportamenti di solidarietà.

Poi gli inizi degli anni ‘80 sempre il Gruppo Sanfte Strukturen verificò la facilità di realizzare strutture spaziali utilizzando i virgulti di salice appena tagliati, anche costruzioni artistiche e strutturalmente complesse; divenne subito chiaro come questa tecnica costruttiva in cui si impiegavano rami appena recisi, si prestasse alle esigenze creative dei non addetti ai lavori e dei giovani in maniera accessibile. Così va inteso il costruire con il salice: possibilità per qualunque individuo di qualsiasi età e strato sociale, di agire attivamente e creativamente in un ambito esterno nonché come piccolo passo utopico in direzione della “appropriazione e conformazione creativa del proprio ambiente” e quindi verso processi lavorativi comunitari e solidali.

Si tratta di costruzioni fino ad oggi non contrastate dalle norme, per le quali non si tratta di volumi edilizi ma di impianti di alberi realizzabili quindi senza alcun bisogno di licenza edilizia. Per ogni eventuale informazione o permesso non bisogna dunque recarsi all’Ufficio Tecnico ma presso il Comando forestale. Si tratta di una libertà legislativa che per quanto riguarda gli edifici a salice è divenuta regola in Germania e, successivamente, in Austria e in Svizzera. In assenza di vincoli legislativi, brevetti e concorrenza da parte degli esperti, l’architettura con i salici può svilupparsi quale libera disciplina creativa artistica e quindi anche come largo movimento architettonico sociale. 

Green Utopia, architettura vegetale

Green Utopia è l’evento curato dall’architetto Maurizio Corrado e organizzato da Nemeton Magazine, Milano Makers e Wolters Kluwer Italia dall’8 al 13 aprile 2014, negli spazi della Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4 a Milano. La piccola città utopica di duemila metri quadri con esempi reali di architettura vegetale sarà la più innovativa e concreta risposta alle esigenze di sostenibilità contemporanee nell’architettura e nel design. 

Visitando Green Utopia, uno degli eventi di Sharing Design, la manifestazione a cura di Milano Makers, si potranno toccare con mano le proposte più innovative dell’abitare e del vivere “green”. Fra gli esperti protagonisti dell’iniziativa vi saranno Eliana Baglioni, Mauricio Cardenas, Francesco Poli, Monica Botta e Andrea Facchi, di Geologika Collettiva. La città vegetale vivrà di giorno con laboratori e workshop operativi di autocostruzione mentre la sera si accenderà di luci, proiezioni, musica, teatro, performance trasformando l’utopia green in uno spettacolo continuo.

Il focus di attenzione è verso le tecniche dell’architettura vegetale e alternativa. L’uso in architettura e design dell’elemento vegetale, considerato come materiale primario della costruzione, è un nuovo atteggiamento che considera il verde come l’ambiente ideale per la vita dell’uomo. La città che ne deriva tende a portare dentro di sé la foresta togliendo il confine fra natura e costruito.

L’autore


Marcel Kalberer

Marcel Kalberer, 1947, docente di costruzioni sperimentali all’università di Stoccarda e coordinatore del gruppo costruttivo-artistico Sanfte Strukturen. È il maggior esperto di costruzioni in salice in Europa.

Riferimenti Editoriali


Natural Design

Il primo volume al mondo che individua e riunisce la tendenza internazionale più avanzata del green design

Oltre duecento prodotti, prototipi, sperimentazioni, proposte provenienti da tutto il mondo che integrano le piante negli oggetti di uso quotidiano.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

Copyright © - Riproduzione riservata
Costruire con il salice: ne parla Marcel Kalberer Edilone.it